Pubblicato: ven, 14 Mar , 2014

Evade il fisco, carcere per il presidente del Bayern

Uli Hoeness ha rinunciato all’appello e ha accettato la condanna a 3 anni e mezzo di carcere per aver evaso il fisco

 

Uli Hoeness

Uli Hoeness

Uli Hoeness, presidente del Bayern Monaco e tra i più talentuosi calciatori tedeschi negli anni ’70 è stato condannato a 3 anni e 6 mesi di carcere per avere evaso ben 27,2 milioni di euro.

La vicenda è iniziata quando, nel gennaio 2013, in vista dell’accordo fiscale Germania-Svizzera, l’ex-bomber del Bayern si autodenunciò versando 10 milioni di euro al fisco di Berlino, frutto di conti in Svizzera rimpinguati grazie all’attività da imprenditore. Le indagini che sono seguite hanno però scoperto che l’ammontare totale era molto più ampio, ovvero quasi 30 milioni.

Hoeness ha via via ammesso la verità ma sempre “a rate” (prima ha ammesso 3 milioni poi 18) e solo quando le autorità erano sul punto di scoprirla, motivo per cui nell’arringa finale il procuratore Achim von Engel aveva chiesto  una condanna a 5 anni e mezzo, non ritenendo sufficiente e autentica l’ammissione di colpa del presidente del Bayern. Il Tribunale, accogliendo in parte le tesi dell’accusa, ha invece inflitto 3 anni e mezzo in primo grado. A stupire, per gli standard italiani, è che Hoeness dopo aver ammesso in aula la sua colpa ha rinunciato all’appello accettando quindi la condanna che lo porterà in un penitenziario tedesco. «Dopo essermi consultato con la mia famiglia ho deciso di accettare la sentenza della corte di Monaco. Ho chiesto ai miei avvocati di non presentare appello, in linea con la mia idea di decenza, comportamento e responsabilità personale» sono state queste le parole del campione del mondo del 1974. Oltre a questo ha annunciato, naturalmente, le immediate dimissioni dalla carica di presidente del Bayern, il più prestigioso, importante e vincente club di Germania.

Una storia che dovrebbe far riflettere in Italia dove è quasi impossibile vedere finire in carcere un evasore fiscale, anzi, grazie alla veloce prescrizione che corre durante il lungo processo, è raro vederli condannati. E anche quando lo sono, rimangono sempre al centro della scena (politica, imprenditoriale o sportiva) quasi come non avessero subito alcuna condanna.

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