Pubblicato: mar, 25 Feb , 2014

Commissione europea, al ribasso la crescita dell’Italia nel 2014

Il Pil si ferma a +0,6%. Migliora il deficit al 2,6% per il calo dello spread, ma peggiora la disoccupazione. Picco del debito a 133,7%
Il commissario Olli Rehn

Il commissario Olli Rehn

Ripresa lenta, Pil rivisto al ribasso e disoccupazione che peggiora ancora. Le previsioni sul deficit, però, migliorano grazie al calo dello spread. Sono le stime economiche per l’Italia della Commissione europea. E il commissario agli affari economici Olli Rehn si dice «fiducioso che il nuovo governo rispetterà gli impegni presi» indicando la necessità di uno sforzo maggiore per il calo del debito pubblico per continuare sulla strada del risanamento. Per il ministero dell’Economia italiano le stime Ue «sottolineano la necessità di azioni volte a stimolare la crescita e al tempo stesso a mettere sul piano della discesa il debito pubblico. Al perseguimento di questi risultati contribuiranno il processo di privatizzazioni già avviato e l’intera azione di riforme cui si accinge il Governo».

Il commissario agli affari economici, Olli Rehn, si è detto «ansioso di lavorare col nuovo Governo per creare lavoro e liberare il potenziale del Paese». Poi riguardo il nuovo ministro dell’economia italiano Padoan ha detto: «E’ autore di molti rapporti su crescita e riforme strutturali e sa cosa fare in Italia per rilanciare la crescita».

Si parla di una lenta ripresa in Italia nel 2014, grazie a domanda esterna e attività industriale, ma è più debole del previsto: la Commissione Ue rivede al ribasso la stima del Pil di novembre e da +0,7% la aggiorna a +0,6%. Più bassa anche quella del 2013: a novembre era -1,8 e oggi è rivista a -1,9%. Nel 2015 resta invece stabile la previsione a +1,2%.

Migliorano le stime Ue sul deficit per l’Italia: 2,6% quest’anno e 2,2% nel 2015, con il 2013 che chiude a 3%. A novembre il disavanzo 2014 era dato al 2,7%. Peggiorano, invece, le stime Ue della disoccupazione in Italia che quest’anno sale a 12,6% e nel 2015 a 12,4%. «Con condizioni del mercato del lavoro ancora difficili, i consumi privati crescono solo marginalmente», scrive la Commissione Ue. Anche nell’Eurozona la disoccupazione resterà alta nel 2014 (12% dal 12,1% del 2013) ma registrerà un calo più marcato nel 2015 arrivando all’11,7%.

Il debito va a picco a 133,7% nel 2014, poi scende leggermente nel 2015 (132,4%). Lo dice la Commissione nelle stime economiche per l’Italia.

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