Pubblicato: mer, 12 Mar , 2014

Ceuta e Melilla, la frontiera che non c’è fra migranti e clandestini

Dopo la tragedia di Ceuta e gli assalti a Melilla la Spagna cerca nuove soluzioni sull’immigrazione

 

Ceuta-melillaSono state settimane calde sul fronte dell’immigrazione per la Spagna. Nei giorni scorsi Melilla nell’arco di 24 ore ha subito l’assalto di due gruppi di migranti subsahariani, l’ultimo a Pinares de Rostrogordo. In tutto circa mille persone hanno tentato il superamento delle reti, in alcuni casi riuscendoci mettendo in difficoltà la Guardia Civil. Questi assalti seguono di appena un mese la tragedia avvenuta a Ceuta, altra enclave spagnola. Il 6 febbraio scorso 15 migranti sono annegati  nel tentativo di raggiungere le coste spagnole, tragedia che ha acceso le polemiche sull’utilizzo dei proiettili di gomma.

Il ministro degli Interni Jorge Fernández Díaz ha provato a spegnere le polemiche con una serie di dichiarazioni riguardanti le nuove politiche in materia d’immigrazione. Il divieto dell’uso dei proiettili di gomma, necessario dopo i fatti di Ceuta visto che ne è stato accertato l’impiego, il potenziamento delle reti che circondano le enclavi, la costruzione di nuove torri di avvistamento, e un nuovo accordo stretto con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e il Marocco, sulla possibilità per gli immigrati di usufruire del programma di rimpatrio volontario finanziato da Spagna, Olanda, Belgio e Svizzera. Il programma in questione sarebbe una modifica all’art. 11 dell’accordo bilaterale del 1992 fra Spagna e Marocco che tratta il rimpatrio immediato degli irregolari. Il nuovo accordo prevederebbe fondi per l’assistenza sanitaria e amministrativa dal rimpatrio al reinserimento nel proprio nucleo sociale, stimando che l’ammontare dei fondi necessari al rimpatrio, 2.600 euro circa a persona, sarebbe inferiore alle spese legali e amministrative sostenute per gestire lo status d’irregolarità. L’accordo tuttavia suscita perplessità sulla sua realizzazione effettiva, considerando il numero degli irregolari e i criteri di selezione estremamente duri. Senza contare che questa proposta arriva alla vigilia del Comitato bilaterale che si svolgerà a Tangeri fra Spagna e Marocco il 26 marzo. Una vetrina che il Marocco sembra voler utilizzare per dare una nuova immagine di sé all’Europa, e allontanarsi dalle accuse di violazione dei diritti umani.

Rosanna Migliore

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