Pubblicato: mar, 13 Dic , 2022

Calabria investe 2.6 milioni di euro per il villaggio di natale a Milano

Una spesa che stride con la mancanza di strade, infrastrutture e servizi nel territorio calabrese.

Calabria Straordinaria, brand di promozione territoriale della Regione, è il main partner che ha finanziato l’allestimento, dinnanzi alla stazione ferroviaria di Milano, del più grande percorso ghiacciato mai realizzato: Senstation on Ice, 1.300 metri quadri, con tanto di curve e rettilinei. Ingresso gratuito e pattini a noleggio. Per i più piccoli c’è anche lo Snow Tubing, che consiste nel lanciarsi da una collinetta artificiale a bordo di gommoni-slittino. L’installazione vuole impressionare e ci riesce con oltre 1.500 metri quadri di scenografia, stand e un gigantesco albero di Natale alto 18 metri con 15.000 luci led a decorarlo. Proiezione costante sulla facciata principale della stazione di luci e grafica laser che vestono l’intero edificio  con la scritta “Calabria Straordinaria”. La parola d’ordine è ostentare. Ostentare potere, magnificenza, grandiosità. Un inchino tra Lombardia e Calabria sotto gli occhi di tutto il paese.

La sponsorizzazione costa alla Calabria 2,6 milioni di euro, di cui la metà – 1,3 milioni di euro – è pari all’intero importo per il 2022 assegnato il 21 giugno scorso alla Calabria in sede di ripartizione del Fondo unitario nazionale per il turismo (Funt). Un investimento da capogiro, che si dimentica della stagione estiva, vero momento di attrazione, e di finanziare iniziative o migliorie direttamente sul territorio calabrese. Ai comuni calabri, infatti, non è arrivato nemmeno mezzo nichelino.

Un all-in che vede dall’altra parte del tavolo Grandi Stazioni Retail Spa, società nata nel 2016 parte del Gruppo Ferrovie Statali Italiane, che gestisce le 14 più grandi stazioni ferroviarie d’Italia, con diritti esclusivi di sfruttamento commerciale e pubblicitario. GSR ad ottobre presenta alla Regione Calabria un’offerta di “gold partnership” affinché accetti di finanziare il progetto da 2,6 milioni di euro. Appena 20 giorni dopo, la Cittadella emette il decreto a contrarre con Grandi Stazioni Retail Spa. Il tutto avviene senza gara pubblica, ma con affidamento diretto, in forza dell’art. 63, comma 2, lett. B del D.Lgs n. 50/2016, che consente questo tipo di procedura quando per la fruizione di un determinato servizio esiste un fornitore unico. È il caso di Gsr, che, come detto, gestisce in esclusiva gli spazi commerciali e pubblicitari della stazione di Milano.

Per tutti gli altri, quelli che in Calabria sono restati o vorrebbero tornare, il gruppo di Occhiuto non sembra aver previsto alcuna idea per riscaldare un Natale lasciato in povertà e abbandono. Niente dello sfarzo milanese arriva in terra calabra, nemmeno una lucina o un pò di musica. Nulla è previsto nemmeno per chi vorrebbe salutare famiglie e affetti almeno nelle festività, perchè di fatto mancano pure i mezzi di trasporto. Vale appena il caso sottolineare che dei tre aeroporti presenti in regione, solo uno è attualmente in funzione, il claudicante Lamezia Terme, peraltro con prezzi assai impegnativi. L’aeroporto di Crotone sembra perfino in chiusura e non ha alcun collegamento con la città; mentre chi abita nelle zone di pertinenza dello scalo di Reggio Calabria è spesso costretto a prendere il volo su Lamezia per mancanza di orari o costi troppo elevati. Eppure, in poco più di un’ora di volo si potrebbero risparmiare due giorni di viaggio su strada.

Calabria straordinaria, ma irraggiungibile e abbandonata. Certo, se fosse davvero un’idea per attirare turisti, sarebbe stato opportuno creare aeroporti funzionanti, stazioni, treni, metro e servizi in modo che i turisti (ma non solo) ci possano realmente arrivare in Calabria. La regione, invece, è senza collegamenti tra le sue stesse cittadine e con il resto d’Italia. Senza punti informativi, biglietterie, alberghi e rete turistica efficiente sul territorio. Difficoltà non solo per i  viaggiatori, ma anche e soprattutto per chi ci vive. Decine e decine di chilometri si mettono in mezzo tra paesi, scuole, ospedali, cinema o teatri. Il sistema sanitario è in tracollo, così come gli altri apparati statali.

È la regione più povera d’Italia e tra le prime cinque più povere d’Europa. Con 2.6 milioni di euro qualche cosuccia si poteva fare in terra calabra, magari anche solo riqualificare la linea dell’800, non ancora elettrificata, a binario unico sulla costa jonica. O magari implementare con l’alta velocità proprio i collegamenti dal nord Italia alla Calabria.

Il porto di Gioia Tauro è una grande opportunità non solo per la Calabria ma per l’Italia, tuttavia oggi è sfruttato poco meno del 20% del suo potenziale, anch’esso fortemente penalizzato dall’assenza di intermodalità e dall’obsolescenza delle infrastrutture ferroviarie e stradali. Al porto serve una ferrovia in modo che il container possa arrivare velocemente nelle altre città italiane e in Europa; una ferrovia che porti le merci sotto la pancia dell’aereo all’aeroporto di Lamezia. La Piana di Sibari, uno dei due polmoni produttivi regionali zona di eccellenza per la produzione di agrumi, drupacee e kiwi, fatica a raggiungere i mercati esteri. La Calabria risente della totale mancanza di dialogo tra i servizi su gomma e quelli ferroviari, tediati dalla carenza di collegamenti con le altre regioni.

Dove tutto sembra in abbandono, resta solo un ingorgo di bus e di valigie, di giovani e di anziani, di donne e uomini. Sono centinaia le autolinee che come il caronte dantesco fanno i viaggi della speranza. Il prezzo, per una persona per una tratta semplice, senza comfort nè pranzo, fino alla Lombardia o al Veneto varia dai 40 ai 180 euro circa. Una ventina le ore di viaggio. Il trasporto su gomma a lunga percorrenza da e per il sud conta oltre 400 mila passeggeri all’anno, un giro di affari stimato in diversi milioni di euro. Un groviglio di pullman e autobus per tentare di spostarsi fuori e dentro la regione. Quello delle autolinee calabresi è un mondo complesso in cui il servizio pubblico si intreccia con gli interessi di imprenditori autorizzati dal Ministero dei Trasporti, a volte interessati più ai finanziamenti pubblici che agli utenti. Il costo del solo trasporto locale in Calabria è di 120 milioni di euro l’anno per una percorrenza di 50 milioni di chilometri. Fondi che il governo paga, attraverso la Regione, ai sei consorzi che gestiscono il servizio, costituiti per l’80% da aziende private e il 20% dal pubblico. Le compagnie private, così convenzionate, ricevono i contributi pubblici proprio come la linea ferroviaria regionale. Tuttavia, rete ferroviaria italiana presenta poche linee, strutture e collegamenti inefficienti, vetusti, inadeguati. E con gli scarsi collegamenti aerei e ferroviari, ad oggi l’unica alternativa possibile sembrano proprio gli autobus, che provano ad offrire il viaggio più veloce. Un problema che evidentemente non attanaglia affatto la giunta regionale, che ha deciso per l’importante investimento a favore proprio del gruppo retail di ferrovie, ma su Milano.

Al netto di tutto, lo sfavillante villaggio di natale brandizzato “calabria straordinaria” ha un retrogusto assai amaro. La regione calabra è davvero una terra eccezionale, ma non è questa cosa qui. La Calabria Straordinaria è quella che resiste in un territorio dimenticato, dilaniato, distrutto e oltraggiato. Dove tutto cade a pezzi, è la Calabria delle eccellenze che lavorano ogni giorno con onestà, senza arrendersi, senza piegarsi, senza inchinarsi. Nemmeno quando la vita e le strade sono buie, senza lucine, perchè sono state tutte impiegate altrove.

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