Pubblicato: dom, 1 Dic , 2013

Altroquando: da fumetteria ad associazione culturale

Il sogno del suo fondatore si è realizzato: il viaggio continua  e, anche nelle nuove vesti, la storica attività riuscirà a conquistarsi il suo spazio cittadino
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Salvatore Rizzuto Adelfio

Era piena estate quando, con rammarico, davamo notizia dell’imminente chiusura di Altroquando, famosa per essere stata la prima fumetteria di Palermo, ma soprattutto per esser diventata nel tempo un vero e proprio luogo di aggregazione. Spazio vitale unico nel suo genere, Altroquando è stata un crocevia di controculture, informazione alternativa, arte underground e realtà lgbt; ma ciò non era bastato a salvarla dalla crisi economica e culturale, con quelle sue leggi perverse che non guardano in faccia a nessuno. E se già hanno difficoltà a sopravvivere le librerie indipendenti, figuriamoci una fumetteria. Poco o niente importa se, in oltre vent’anni di attività, i suoi gestori siano riusciti a dare vita ad un posto unico per la città di Palermo e non solo, partendo da una semplice edicola in via Vittorio Emanuele, a pochi passi da piazza Marina.

Tutto sembrava perduto. Con la scomparsa del suo fondatore Salvatore Rizzuto Adelfio e la cessione dell’attività commerciale per ragioni economiche, Altroquando ha rischiato seriamente di cessare di esistere e rientrare tra i ricordi di una Palermo che fu, o, peggio, che sarebbe potuta essere ma non è stata. E invece qualche giorno fa la comunicazione ufficiale: si è costituita a Palermo l’Associazione culturale Altroquando, che lega definitivamente il suo nome a quello del suo iniziatore. Il suo sogno è diventato finalmente realtà.

«L’attività storica di Altroquando – scrive in una nota Filippo Messina, compagno di vita e di avventure di Salvatore – continuerà, nel segno dei fumetti, della passione sociale, per la controinformazione, la cultura lgbt, etc… senza limiti e oltre le mura in cui siamo cresciuti. Altroquando è ancora qui. Non potevamo smentirci, neppure stavolta che sembrava tutto perduto. Il nostro Altroquando sembrava destinato a scomparire, ingoiato da logiche di profitto e dall’uso superficiale di un nome che sembrava destinato a perdere significato. Non è così. E Salvatore lo sapeva, lo desiderava fortemente. Era solo questione di tempo, affinché il suo sogno si concretizzasse».

Il viaggio di Altroquando, quindi, non è giunto al suo termine, anzi. È l’inizio di un nuovo percorso, che prosegue idealmente il cammino svolto a Palermo da Salvatore, mantenendo le istanze che stanno alla base della libreria. «Occuparsi, cioè, di fumetti e di fantasia, ma come mezzo per dire altro. Di amare e promuovere la nona arte anche come strumento di comunicazione sociale, con un occhio alla controcultura, alle istanze lgbt, e alla promozioni delle forme creative alternative. Tutte cose che Salvatore, artista e uomo passionale più che vero commerciante, ha fatto per lunghi anni».

Questo luogo, conclude Filippo, «nelle mani di Salvatore e di quanti hanno collaborato con lui, è diventato una parola magica che somma in sé aspetti differenti e variegati che hanno sempre avuto a che fare molto poco con le logiche commerciali. Altroquando potrà aver concluso la sua esperienza come negozio, ma la sua anima è migrata altrove e, adesso che detiene legalmente il suo nome storico, si adopererà affinché tutto il lavoro svolto in vent’anni di avventure non resti solo un bel ricordo, ma sia bagaglio di esperienza per guardare al futuro: proprio come Salvatore desiderava».

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