Pubblicato: dom, 26 Nov , 2023

Alla Sicilia e alla Calabria non servono ponti ma autostrade, ferrovie e aerei

Alla Sicilia e soprattutto alla Calabria servono strade, collegamenti ferroviari ed aerei. La Calabria è la regione più povera d’Italia e la terza più povera di tutta Europa. Terre bellissime che risentono però della mancanza di infrastrutture, sevizi e mezzi.

Per andare a trovare famiglie e amici, non pensiamo nemmeno banalmente al turismo, nel periodo natalizio il costo medio di un biglietto aereo supera i 700 euro a testa, con scali intermedi. Una cifra folle, considerato che a pari costo e più velocemente si può quasi andare oltreoceano. In termini pratici questo significa l’impossibilità di andare o tornare. Limita il movimento e la circolazione di beni, persone, turisti. Limita l’economia ma anche il benessere e l’affettività dei nostri cittadini. Famiglie separate, malati che attraversano tutta Italia per curarsi in un ospedale, lavoratori che si spostano per un futuro migliore.

Eppure, l’attuale ministro dei trasporti sostiene che sia proprio indispensabile un ponte dai costi milionari, la cui costruzione con appalti e subappalti è già stata concordata.
Non si è mai costruito nulla ma ci è costato già centinaia di milioni di euro. Nel 2013 dopo la liquidazione definitiva della società Stretto di Messina SpA decisa dal Governo Monti sembrava un capitolo chiuso per il nostro Paese. Ha riaperto i giochi l’attuale ministro delle infrastrutture Matteo Salvini che ha rimesso in piedi la società e riavviato tutte le procedure per la costruzione del ponte. Il bando di gara era stato vinto per un appalto da 4 miliardi, oggi in Legge di Bilancio ne sono previsti 11,6 ma non si capisce in base a quale progetto visto che l’unico progetto definitivo esistente risale al 2012. Dietro l’operazione Ponte sono tornate vecchie conoscenze di berlusconiana memoria.

In Calabria c’è una linea a binario singolo che non è nemmeno elettrificata, la Salerno-Reggio Calabria è uno spezzatino e mancano le strade nel resto di tutta la regione. In Sicilia non ci sono nemmeno le fermate del bus e basta andare poco fuori dalle città più blasonate per rendersi conto che le priorità sono altre.

Un altro ministro fa fermare a suo piacimento un treno perchè è in ritardo; nel resto del paese, invece, se i trasporti pubblici sono in ritardo [ammesso che esistano] si viene liquidati in malo modo con pretesa di non scocciare. Non c’è mai nessuna fermata di piacere per la gente comune. Al nord come al sud. E al sud manca tutto, anche un collegamento tra paesi o la navetta tra città ed aeroporto. L’aeroporto di Crotone non dispone di bagni aperti ed utilizzabili, punto ristoro e nemmeno punto informativo.
A guardare bene, le esigenze del paese sono altre. Ma questo significherebbe impegnarsi ad ascoltare e mettere da parte i propri interessi.

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