Pubblicato: Mar, 8 Lug , 2014

L’8 Luglio 1960 a Licata, Catania, Palermo

Giorni tragici di lotta, Palermo, la Sicilia pagò con tanto sangue come quello di Reggio Emilia (5 morti) e un numero altissimo di feriti, di arrestati e di operai processati e condannati.

A Licata il 5 luglio si organizza un grande sciopero generale, la situazione della città è insostenibile. La fabbrica della Montecatini, unica industria, è sul piede di mobilitazione, la ferrovia è stato soppressa, le campagne sono in crisi, la disoccupazione cresce e così pure l’emigrazione. Lo sciopero è proclamato da tutti i sindacati, come altre volte, ma questa volta l’atteggiamento dello Stato è diverso e l’intervento della polizia è violento e inusitato. La popolazione reagisce, un giovane Vincenzo Napoli è ucciso, altri dimostranti sono gravemente feriti. Dopo questo fatto la lotta si allarga e la popolazione continua per tutta la giornata a battersi contro la provocazione poliziesca.

luglio-1960-palermo-funerali-degli-uccisi-3A Palermo per il 27 giugno era stato proclamato, da CGIL, CISL e UIL, con la partecipazione di associazioni di commercianti ed artigiani, e perfino con l’adesione chiaramente strumentale della CISNAL, uno sciopero generale di tutte le categorie.

I tentativi da parte della polizia di bloccare lo sciopero e le manifestazioni si svilupparono anche il 27 giugno in combattimenti di strada in cui la “celere” ebbe la peggio perché vide i propri mezzi bloccati dai bidoni della spazzatura messi di traverso mentre la folla reagiva agli attacchi utilizzando il materiale dei cantieri edili delle varie zone. Lo sciopero si concluse in modo vittorioso ed ebbe anche un seguito con fatti significativi di valore politico e sociale. Ai primi di luglio si svolse a Palermo l’Assemblea Regionale dei Quadri della COSIL, Confederazione Siciliana dei Lavoratori di ispirazione cristiano sociale, che decise di confluire nella CGIL come terza corrente (un fatto analogo si era verificato due anni prima per i Quadri della Coldiretti confluiti nell’Alleanza Coltivatori Siciliani).

Lo sciopero generale proclamato dalla sola CGIL su scala nazionale dopo i fatti di Reggio Emilia per l’8 luglio vide perciò confluire nelle piazze di Palermo, di Catania e della Sicilia tutti i lavoratori che avevano animato la giornata di lotta e di sciopero generale del 27 giugno con un elemento nuovo in più, cioè la partecipazione alle manifestazioni del popolo, anche donne e bambini, dei quartieri poveri della città. Per prima volta dalla fine della guerra il sottoproletariato urbano di Palermo e di Catania partecipava ad una manifestazione di lavoratori promossa dalla sinistra sindacale e politica.

Ma l’8 luglio gli ordini del governo centrale erano ancora più rigidi e provocatori del 27 giugno. Gli interventi furono più feroci e mirati. Come a Reggio Emilia si sparò ad altezza d’uomo e le violenze e le provocazioni furono continue e pressanti nel corso di tutto lo sciopero. A Catania dopo le cariche della polizia di fronte alla disperata difesa organizzata dai lavoratori e dal popolo contro gli assalti fu brutalmente assassinato Salvatore Novembre giovane lavoratore, feriti e percossi decine di manifestanti.

A Palermo accanto a Francesco Vella e Andrea Gangitano fu ferito a morte anche Giuseppe Malleo di sedici anni. I feriti sono centinaia, la gran parte dei quali non richiede neanche il pronto soccorso dell’ospedale perché anche lì carabinieri e “celerini” imperversano picchiando e arrestando i feriti. I fermati vengono selvaggiamente malmenati nei locali degli uffici di polizia. Così le cosiddette forze dell’ordine ubbidiscono agli orientamenti ed agli incitamenti del governo Tambroni.

Il contegno e la combattività dei lavoratori e del popolo palermitano furono eccezionali, più volte cacciati dal centro storico dalle cariche della polizia e più volte ritornarono. Certo ci furono elementi di provocazione da parte di gruppi organizzati nei quartieri in collegamento con gli organi di pubblica sicurezza secondo vecchie tradizioni dello Stato sabaudo e fascista mantenuto in piedi sotto i ministri dell’interno democristiani. Ci furono anche per la partecipazione di strati popolari, non abituati alla lotta di massa sindacale e democratica, momenti di ingenuità e di spontaneità che noi dirigenti politici e sindacali non riuscimmo ad orientare completamente.

Resta però ferma la responsabilità delle provocazioni e delle aggressioni poliziesche e il grande valore democratico di questa manifestazione e il contributo dato dalla Sicilia alla sconfitta del governo Tambroni. Per la prima volta nella storia recente del nostro paese contemporaneamente si schieravano in lotta i grandi e decisivi centri della classe operaia e della sinistra del nord e del centro dell’Italia e l’estrema periferia del sud: la Sicilia.

Di lì a pochi giorni Tambroni si sarebbe dimesso.

 

Tratto da uno scritto di Nicola Cipolla del Centro Studi ed Iniziative di Politica Economica in Sicilia

Di

Ultime notize

Giornata contro la violenza sui sex workers/ Covre, ”Il lavoro sessuale va depenalizzato”

17 Dicembre 2025, Commenti disabilitati su Giornata contro la violenza sui sex workers/ Covre, ”Il lavoro sessuale va depenalizzato”

Gip, ecco il metodo Cuffaro, ”ha sfruttato potere politico con pervicacia e spregiudicatezza”

4 Dicembre 2025, Commenti disabilitati su Gip, ecco il metodo Cuffaro, ”ha sfruttato potere politico con pervicacia e spregiudicatezza”

Viola arresti domiciliari, arrestato Baiardo

3 Dicembre 2025, Commenti disabilitati su Viola arresti domiciliari, arrestato Baiardo

Palermo. ZEN, riparte lotta al disagio sociale Cracolici (Antimafia) ‘Mi vergogno per ritardi’

2 Dicembre 2025, Commenti disabilitati su Palermo. ZEN, riparte lotta al disagio sociale Cracolici (Antimafia) ‘Mi vergogno per ritardi’

Trapani, dietro la crisi idrica un errore nelle stime d’acqua della diga Garcia

2 Dicembre 2025, Commenti disabilitati su Trapani, dietro la crisi idrica un errore nelle stime d’acqua della diga Garcia
Salvatore Cuzzocrea, ex-rettore Università di Messina

Rimborsi gonfiati e appalti diretti: GdF sequestra 2,4 mln all’ex rettore di Messina

27 Novembre 2025, Commenti disabilitati su Rimborsi gonfiati e appalti diretti: GdF sequestra 2,4 mln all’ex rettore di Messina
Corte di Giustizia Ue

Matrimoni gay, verdetto della Corte Giustizia UE: Paesi membri obbligati a non discriminare

26 Novembre 2025, Commenti disabilitati su Matrimoni gay, verdetto della Corte Giustizia UE: Paesi membri obbligati a non discriminare

Agrigento, capitale del fallimento culturale

26 Novembre 2025, Commenti disabilitati su Agrigento, capitale del fallimento culturale

DONNE, STOP ALLA VIOLENZA. In Italia vittima 1 su 3, la denuncia delle scarpe rosse

24 Novembre 2025, Commenti disabilitati su DONNE, STOP ALLA VIOLENZA. In Italia vittima 1 su 3, la denuncia delle scarpe rosse
Monsignor Corrado Lorefice

Palermo, monito dell’arcivescovo Lorefice: se vota il 40 per cento governano i ”lupi rapaci”

23 Novembre 2025, Commenti disabilitati su Palermo, monito dell’arcivescovo Lorefice: se vota il 40 per cento governano i ”lupi rapaci”

Europa, la strage degli innocenti. E le “vittime” si fanno carnefici, perchè?

23 Luglio 2016, Commenti disabilitati su Europa, la strage degli innocenti. E le “vittime” si fanno carnefici, perchè?

SANREMO CIRCUS

1 Marzo 2026, Commenti disabilitati su SANREMO CIRCUS

UN DISSERVIZIO A SPESE DEL CITTADINO

28 Gennaio 2026, Commenti disabilitati su UN DISSERVIZIO A SPESE DEL CITTADINO

DANILO SULIS, UN RICONOSCIMENTO ALLA TENACIA

16 Gennaio 2026, Commenti disabilitati su DANILO SULIS, UN RICONOSCIMENTO ALLA TENACIA

FEMMINICIDI In SICILIA. Schillaci (M5S): “Norma decaduta, presenterò emendamento a legge su vittime mafia”

16 Gennaio 2026, Commenti disabilitati su FEMMINICIDI In SICILIA. Schillaci (M5S): “Norma decaduta, presenterò emendamento a legge su vittime mafia”

PRATICAMENTE UN GOLPE

3 Gennaio 2026, Commenti disabilitati su PRATICAMENTE UN GOLPE

Video

Service Unavailable.