Pubblicato: Gio, 8 Ago , 2013

Un tram chiamato desiderio

Non trova d’accordo cittadini, Regione e associazioni il progetto della nuova rete tramviaria cittadina. Acceso il dibattito anche sul piano urbano del traffico

 

 

NEWS_1550601947 – 2013. Sessantasei anni dopo l’ultima corsa di un tram su rotaia per le vie di Palermo, nel capoluogo siciliano si torna a parlare di rete ferroviaria non senza polemiche.
La maggior parte delle lamentele riguardano la linea 3, attualmente in costruzione, che ha mutato la viabilità di fronte il Motel Agip, nella zona compresa tra via Leonardo da Vinci, viale Regione Siciliana e via Uditore. Altro terreno di veemente protesta è la via Modica di Borgo Nuovo, i cui abitanti si sono visti aprire il cantiere di fronte l’uscio di casa.
Per questa ragione, la settimana scorsa si è svolto un incontro tra i cittadini domiciliati in via Modica, i consiglieri della V circoscrizione e alcuni ingegneri della SIS, la società a cui è stato affidato il progetto della linea ferroviaria, con l’Amat quale società appaltante.
“Premesso che sono d’accordo con la realizzazione di questo progetto – esordisce Maurizio Li Muli (PD), consigliere della V circoscrizione – in via Modica si sono visti aprire il cantiere a 90 cm dal portone. Non è proprio ammissibile. La cosa incredibile è che anche dinanzi la sede della SIS il marciapiede è fuori legge”.
Un incontro tra le parti che, dopo un momento di fibrillazione da parte dei cittadini, ha visto tutti trovare il modo per discutere tranquillamente. “Gli ingegneri della SIS si sono mostrati disponibili a costruire scivoli per i disabili in via Modica – prosegue Li Muli – promettendo di far valere, se possibile, tutte le richieste dei cittadini attraverso un sondaggio porta a porta. Se, però, è stato effettuato o lo sarà a breve non posso saperlo”.
Fatto sta che i cittadini di Borgo Nuovo hanno un diavolo per capello, concependo questi lavori come una vera e propria invasione del proprio territorio; gli abitanti, infatti, si chiedono perché investire su una rete non prevista, invece di potenziare per esempio la metropolitana. Alcune rotonde, poi, non sono state costruite pensando al passaggio del tram, che al primo collaudo potrebbe cedere.
Così Maurizio Li Muli incalza. “Come circoscrizione stiamo presentando la richiesta del parcheggio di largo Camastra e di una nuova via tra largo Pozzillo e largo Caltagirone che gli ingegneri della SIS si sono mostrati disponibili a realizzare a spese loro, ma la disponibilità sarebbe comunque subordinata ad un’autorizzazione”.
A fargli eco é il consigliere Salvatore Altadonna, anche lui del Partito democratico. “Ci sono marciapiedi di 90 cm, con al centro dei pali stradali. Come passare? Dobbiamo fare un esposto per far bloccare i lavori? Non vogliamo spostare il tram, ma questa non è una situazione normale. Sono di sinistra, figuriamoci se non mi piace il tram. A Borgo Nuovo hanno, però, sconvolto tutto. Chi dovrebbe usarlo, oltre gli alunni? Il biglietto quanto costerebbe? Le soluzioni si possono trovare, ma solo se c’è il buon senso”.
Se c’è una Palermo che non vede di buon occhio la linea ferroviaria, c’è anche una Palermo che il tram lo vuole. “Li Muli è contro il tram, la ferrovia ovunque rasenta il marciapiede – sostiene Pascal Borrelli, dell’associazione “Mobilita Palermo” -. Questa storia che a Borgo Nuovo la gente viene meno considerata rispetto a chi vive in un quartiere più rinomato non corrisponde a verità. Bisogna, invece, dire che c’è stato un problema con l’alta tensione che ha complicato i lavori in corso. Il consigliere Li Muli difende i passi carrabili abusivi senza pagare l’affitto. Dal 2007 abbiamo sempre approvato il “progetto tram”, mantenendo contatti con molti addetti della SIS, con i quali ci aggiorniamo reciprocamente”.
SIS che sarebbe stato bello sentire parlare in merito alla questione, ma che ha gentilmente declinato l’invito. C’è ora da dire che l’asse tramviaria che va da Borgo Nuovo al Motel Agip ha preso tutta la carreggiata, riducendo ai minimi termini la percorrenza. L’apertura dalla strada è avvenuta solo ieri, ma i sensi di marcia sono cambiati da oltre un mese, vedendo gli abitanti del quartiere non accettare i disagi, anche se forse temporanei. La difficile situazione in cui verte la zona comprendente il Motel Agip, poi, peggiora nel momento in cui, gioco forza, i cittadini subiscono continue contravvenzioni a causa della mancata rimozione della propria auto durante il mercatino del venerdì mattina. Una vera e propria giungla.
“Chiediamo un incontro con l’amministrazione e la SIS – tuona Ernesta Morabito, di “Ambiente Italia Nostra” -. Vorremmo che si tornasse indietro sulla decisione. Due tratte sono state già ultimate, ma non è così che si costruisce una linea ferroviaria. Ci piacerebbe che si aprisse un minimo dibattito in città: porre altre barriere da Corso Calatafimi a via Leonadro da Vinci è, infatti, pura follia”.
La richiesta di associazioni e cittadini contrari a questi provvedimenti si riduce al riutilizzo dei fondi previsti per la costruzione della Linea 3 (passante per piazza Einstein) al fine di “risanare e compensare i guasti che hanno prodotto le prime due linee oramai concluse”. Il progetto è stato approvato nel 2003 e ne è scaturita la perdita di aree verdi nei viali.
“Appoggiamo il tram, ma non così – dice ancora la Morabito -. Non vogliamo una metropolitana in superficie. Domani ci sarà un incontro per parlare del piano urbano del traffico e io rivendicherò le mie posizioni all’assessore all’Urbanistica, qualora dovesse essere per caso presente. È vero che non inquina, ma avrà un bilancio negativo sulla città e sulla vivibilità. I veicoli che percorrono la circonvallazione hanno difficoltà a fuoriuscire dalla stessa e non hanno prestato attenzione ai mezzi di sicurezza e soccorso stradale. Vogliamo un dibattito con l’amministrazione”.
La Regione paga gli addetti della SIS, ma i fondi europei sono finiti. Tutto, quindi, fa ipotizzare un prestito. Il progetto, stando alle carte, dovrebbe concludersi nel 2016, ma l’impressione è che si potrebbe fermare anticipatamente. L’abbondanza dei metalli utilizzabili per la ferrovia frutterebbe proventi ben maggiori.

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