Pubblicato: lun, 7 Dic , 2015

Vatileaks, Cronaca di un depistaggio

6619678Fittipaldi e Nuzzi rischiano la condanna per aver pubblicato documenti segreti. Chiederne l’estradizione all’Italia apparirebbe improponibile e surreale. Un bel pasticcio per il Vaticano, che si difende come può e produce la sua contronarrazione (con foto di Mat Nardone)

Il Vaticano è nudo. E’ stato svelato e solo in minima parte, da due libri Avarizia di Emiliano Fittipaldi e Via Crucis di Gianluigi Nuzzi, che hanno messo il naso fuori dai confini nazionali per rendere pubblici documenti contabili, bilanci e carte non segrete, ma interne al Vaticano. Indagati e portati in tribunale in uno Stato straniero, non sono stati risparmiati anche da una forma di inquisizione mondana e sociale, che demonizza chi tocca il potere, peggio se ammantato di sacro. Come hanno osato, chi li ha mandati, cosa c’ è dietro? Quelli che in un paese democratico sarebbero citate come fonti, in Italia, si addittano come “i corvi”, perché il Vaticano ha un potere forte, antico, prepotente, che fa pagare pegno a chi lo viola, anche se per il bene comune, la trasparenza, la verità e l’informazione libera. Queste alcune delle considerazioni emerse nel corso della presentazione del libro Avarizia (Feltrinelli edizioni) di Emiliano Fittipaldi, condotta questo pomeriggio da Massimo Giannini, a Roma, alla Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria, il noto appuntamento al Palazzo dei Congressi, fino all’8 dicembre.
Grazie al giornalismo fatto ancora di carta, come insegna l’Espresso, Fittipaldi pubblica con dovizia di cronaca le fonti documentali nel libro Avarizia, quelle che svelano non pochi usi impropri di molti denari. Sia pubblici (fondi del governo italiano per la sanità) che donazioni private, quelli distratti dalla Fondazione dell’ospedale del Bambin Gesù, a fronte di micragnosi invii di denaro alle parrocchie. In attesa di un processo kafkiano e surreale per i reati formulati ai due giornalisti e le modalità rituali della non difesa, leggiamo sulla stampa di questi giorni una contronarrazione. Non si entra mai nel merito dei fatti narrati (nessuno ha potuto accusarli di falso, né di diffamazione), ma si depistano, si iniziano a far uscire ogni giorno altre informazioni. Dettagli di comunicazioni private tra Maria Immacolata Chaouqui e Monsignor Balda, notizie di certo lasciate scivolare via da fonti interne, che virano su altro. Regalando scoop pruriginosi, che catalizzano i lettori e li invitano a ciarlare di scandali privati, non più di appropriazioni indebite o di reati. Il potere colpito sposta l’attenzione da se stesso, sottolinea Massimo Giannini e lo fa tralasciando i fatti e scrivendo così altro. Il Vaticano si comporta, così, come un qualunque potere: si difende con la strategia del depistaggio della controinformazione, come si fa spesso quando ci sono gli scandali veri, che si ripropongono divieti e purghe, come quella di sabotare la  pubblicazione delle intercettazioni, ad esempio. Da questa vicenda nazionale, Vatileaks, emerge soprattutto un dubbio che ci arrovella non poco: Papa Francesco da che parte sta? Avrebbe potuto utilizzare questa vicenda per sottolineare una comunicazione contro la Curia, avrebbe potuto fare scelte migliori nella sua corte ed invece, durante l’ Angelus ha parlato di “ ladri”. A questo punto ci chiediamo, perché la principale struttura di controllo e riforma del Papa, la Commissione referente su tutte le amministrazioni economiche del Vaticano, sia così mal frequentata o poco adeguata per l’impegno assunto? Anche la politica sullo Ior è fragile, si stanno ripulendo le società , liquidando enti impropri, ma si tace sui tanti conti trasferiti all’estero, non si riesce a chiudere con il passato e con i personaggi del passato. Papa Francesco non è certo un semplice uomo di Dio, ma un colto e astuto gesuita, ma appare con un limite, quello di essere malconsigliato nelle scelte o forse con la debolezza di chi è da solo in scelte davvero scomode per tanti? Non basterà un pontificato per rigenerare il Vaticano- Conclude Emiliano Fittipaldi . Oggi, Papa Francesco è l’unico che vive in 50 mq e che indossa una croce di legno , anziché d’oro. La storiografia dei posteri ce lo saprà narrare meglio di ciò che possiamo fare oggi, ma l’aria che tira sembrerebbe proprio questa.

Di

- Direttrice responsabile di 100 Passi Journal. Giornalista esperta in nuovi diritti, salute e sanità. Appassionata di cinema e di letteratura. Consigliera nel Direttivo e membro della Segreteria dell' associazione Stampa Romana.

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