Pubblicato: mer, 30 Ott , 2013

Sicilia, l’Ars respinge la sfiducia a Crocetta

A favore della mozione dei Cinque Stelle votano 31 parlamentari. Il governatore: «Boomerang per chi l’ha proposta»

 

Crocetta-ArsÈ andata come previsto. Ad un anno esatto dall’inizio della legislatura, l’Assemblea Regionale Siciliana ha respinto ieri sera, dopo 10 ore di seduta, la mozione di sfiducia nei confronti del governatore Rosario Crocetta presentata dal Movimento5Stelle e sottoscritta anche dai deputati del Pds-Mpa, del Pid, della Lista Musumeci e persino qualcuno del Pdl. Su 77 votanti, hanno espresso voto favorevole 31 parlamentari; contrario 46 deputati, mentre 6 gli astenuti. «Si è rivelato un boomerang per chi l’ha promossa», ha commentato Crocetta subito dopo il voto.

«È  un’occasione mancata per le opposizioni – ha aggiunto il presidente della Regione, che ora può tirare un sospiro di sollievo – una giornata che non considero come le altre, perché pensare che nell’azione di Governo, di lotta alla corruzione, agli sprechi, ci possa essere una mozione di sfiducia che ti attende non rafforza quell’azione forte che deve fare la Sicilia. Io sono sereno, tranquillo e deciso e continuo a lavorare adesso, in questi giorni e domani con maggior vigore a quei cambiamenti di cui la Sicilia ha bisogno. Abbiamo il dovere di governare e non fuggire dalle nostra responsabilità. Dobbiamo dar vita ad una discussione franca sui tanti ddl che abbiamo pronti. Credo ci siano tutte le condizioni per governare con serenità».

Se da un lato Crocetta si dice comunque sereno, convinto che ci sono le condizioni per ripartire, è innegabile che attorno a lui stia crescendo forte il malcontento. A dimostrarlo c’è proprio la mozione di sfiducia, inizialmente firmata da appena 18 parlamentari, ai quali poi via via si sono aggiunti altri deputati, facendo salire il numero dei “traditori” a quasi il doppio e, dettaglio per nulla trascurabile, posizionando ufficialmente i grillini tra le fila dell’opposizione.

«Voi siete diventati un partito come gli altri, fate le intese con il centro destra, mi attaccate sul mio stipendio, mi date del bugiardo ma i pinocchi siete voi», ha tuonato Crocetta contro i Cinque Stelle che, nella loro invettiva contro il governatore, avevano scomodato addirittura Oliver Cromwell, citando il suo discorso ai parlamentari inglesi del 1653. Il capogruppo dei M5S Giancarlo Cancelleri, illustrando punto per punto le motivazioni della mozione, aveva invitato questo «Governo fatto solo da proclami» a farsi da parte «in nome di Dio».

Ma Crocetta alle aspre critiche non ci sta. Poco importa se la “rivoluzione” promessa non è mai avvenuta. « Citano Dio, io cito la Bibbia, dove c’è scritto: Eccomi, sia fatta la sua volontà».  

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