Pubblicato: dom, 5 Apr , 2015

Radio 100 passi: Spreaker Day.

Una settimana dopo la partenza della nuova piattaforma di trasmissione di Radio 100 passi con l’evento Spreaker Day che si èsvolto sabato 28 Marzo a Cinisi.

Di Lidia Vitale

Cos’è Spreaker lo ha spiegato il responsabile Italia, Tonia Maffeo intervistata da Danilo Sulis:

      “Spreaker è un applicazione che permette a tutti di creare una radio da casa. Funzionante sia da web che da cellulare, facile da utilizzare e gratuita, basta infatti iscriversi all’app per creare, in pochissimi secondi, un piccolissimo studio radiofonico a portata di mano, condivisibile tramite i social network oppure il player sul contenuto nel tuo sito o blog. Puntiamo molto sul fatto che Spreaker diventi la piattaforma di riferimento sul web per quel che riguarda la radiofonia online, ovvero tutto ciò che è audio, podcasting, radio digitale.

Si possono ascoltare i podcast, le dirette tramite il collegamento al link che si condivide istantaneamente. Praticamente una intera piattaforma per creare ma anche ascoltare milioni di contenuti prodotti in tutto il mondo. I contenuti sono presenti in diverse lingue, suddivisi per categorie di interesse.

Spreaker è partito dall’Emilia Romagna nel 2010 creando un’azienda dal nulla. Qui in Italia, la startup è una realtà nuova, all’estero succede già da tempo. Può essere un buon metodo per trasformare una idea in impresa. Ci sono ormai tanti enti a cui chiedere informazioni, informazioni su bandi, aiuti finanziari.

Diventa community nella community perché è possibile interagire con chi vi entra a far parte anche durante la diretta mediante chat, messaggi sulla bacheca (come succede su Facebook), oppure seguire un utente, come accade su Twitter e questo crea una interazione maggiore all’interno della community.

E’ un luogo in cui si parla di radio a 360 gradi con chi poi la radio la fa. Quando contattata per questa sponsorship, mi sono sentita subito di accettare perché un progetto come questo va sicuramente sostenuto. Noi pensiamo che questo tipo di progetti, come Radio 100 Passi, sia proprio il progetto “tipo” che vogliamo ospitare, che vede nella radiofonia un veicolo di informazione spesso non presente in quelli che sono i canali del mainstream e, inoltre, un mezzo di aggregazione”.

Danilo Sulis, con domande a precisazioni chiarisce cosa sta divenendo Spreaker: tramite un accordo con iHeartRadio, la più grossa piattaforma streaming americana, oltre ai suoi 4 milioni di iscritti, Spreaker ne tocca altri 243 milioni di persone che si collegano mensilmente a questa piattaforma a stelle e strisce attraverso la quale Spreaker passa.

speaker_dayAida Satta Flores e Lello Analfino, gli artisti che hanno allietato l’ufficializzazione dell’evento. Presenti in studio a Cinisi, presso il bene confiscato a Badalamenti, hanno promosso un confronto in merito a media, musica e comunicazione.

Subito dopo la presentazione di Spreaker, si sono affacciate le prime riflessioni “a caldo” di Aida Satta Flores: “Sai Lello, poc’anzi ti dicevo che questa cosa è bella e brutta; è bellissima, per battagliare anche contro il problema delle major, dei poteri occulti, è bello, no? Questa libertà di stampa e di pensiero di Spreaker; mi fa paura che dietro a questi grandi oceani sociali si possano sviluppare, ancor di più, molte solitudini, perché tutti diventano poi dj”.

Analfino: “Questo è il prezzo che si paga per la libertà, la libertà di parola, di stampa, di espressione; libertà che deve essere data a tutti, indistintamente, per cui si può incappare in chi fa uso di questa libertà anche in maniera un po’ distorta. Deve essere la comunità a cercare di pilotare nella dritta via”.

Sulis: “Veniamo dall’Fm degli anni ’70, e veramente si arrivava a “cento passi”, il nostro segnale arrivava veramente fino a lì. Cinisi fu privilegiata in quel periodo, benché essendo in una conca, tra le montagne (in quegli anni non arrivava nemmeno il segnale Rai), Radio Aut in quel periodo era ascoltata ovunque e non fu fatta a Cinisi ma a Terrasini perché almeno via mare si arriva nei paesi limitrofi. Quando abbiamo deciso di riaprire la radio, siamo entrati sul web”.

Analfino: “Probabilmente sono stati i princìpi del grande network della radio che fa gli accordi con le case discografiche, per cui passa musica e contenuti accordati, a far dire alla gente: “Va beh, io non ci sto più, mi faccio la mia radio”. Però, attenzione, resta sempre il fatto che i grandi network sono quelli che pilotano le mode, il gusto, l’ascolto.

Io la penso in questo modo: Oggi, più che mai la gente potrebbe pensare che è un grave danno per gli artisti. In realtà non è così, perché oggi c’è tanta roba in giro; un disco lo puoi fare in quattro minuti a casa tua, con cento euro ti compri un computerino, e ti fai un disco. Mentre il supporto cd negli anni ’90 moriva, le case discografiche si preoccupavano di fare causa a Napster che chiuse, ma in quel momento non si rendevano conto che si era aperto il vaso di Pandora, e che il supporto cd era bello che morto da tempo e loro continuavano ad investire su vari artisti.

Oggi la cosa è diversa: le case discografiche le trovi lì a grattare dove ci sono talent, giovani ragazzi talentuosissimi, farli salire alla ribalta con i pezzi delle case discografiche che la gente non scolta più e che non compra più; quindi loro costringono la gente, di nuovo, a comprare il loro prodotto. Questi ragazzi vengono spremuti, dopo un anno. Se non sono in gamba, se non hanno una storia alle spalle, se non sanno scrivere una canzone, li accantonano e molti di loro ne escono con le ossa veramente rotte”.

Satta Flores: “E’ il sistema sbagliato. Io me lo guardo il talent, e i ragazzi sono bravissimi, ritengo che siano più bravi di me quando ho iniziato alla loro età. Quando cantano lo fanno come se dicessero: “Datemi un microfono che mi mangio il mondo”, ma l’arte è un’altra cosa. Tutti obbligati ad andare “in alto” e se non urli, se vai là con un filo di voce, come Lucio Battisti, sei fuori subito. Io sono contro questa realtà che c’è da tempo, dove conta più apparire che essere”.

Analfino: “Non è più il tempo di dire: “E’ colpa di…”; il sistema che abbiamo lo vogliamo noi, il sistema siamo noi. Se vogliamo veramente costruire le cose dobbiamo cominciare ad assumerci le responsabilità perché è assolutamente sbagliato prendersela con il sistema. Siamo noi che andiamo a votare la gente che ci rappresenta”.

Sulis incalza: “Ad una ragazza che fa parte dei talent, l’altro giorno chiedevano come mai vi partecipasse in maniera denigratoria, e lei rispondeva giustificandosi relativamente al fatto che questi sono gli strumenti di oggi”.

Analfino: “Purtroppo le uniche trasmissioni che si occupano di musica e che danno la possibilità ai musicisti di mettersi in evidenza sono solo queste. Avevamo MTV, che una volta mandava musica, oggi non so cosa mandi e, attenzione, io sono uno di quelli che adora la musica elettronica e la musica moderna, adoro i dj, guai a dire a un dj che non sa suonare. I musicisti che dicono che i dj non suonano, hanno ascoltato forse qualcuno che metteva delle cose… il dj è un grande designer del suono; come l’architetto non progetta la sedia ma se la mette nel punto giusto ne fa un’opera d’arte, così il dj che ha dell’arte dentro, fà col suono”.

Si parla di politica, del presidente della Regione, delle promesse, delle aspettative disattese e parte “Il ballo della vita” che Aida Satta Flores dedica a Peppino Impastato, brano in cui canta di tutto quello che le toglie il sonno.

Presenti, ad ascoltare e osservare la comicità prorompente degli artisti ci sono anche alcuni ragazzi del gruppo tecnico di Radio 100 passi, alcuni di Voce Hard Rock, i ragazzi della redazione, di “Orarune”, che trasmettono dalla sede distaccata di Pioppo. Riparte la musica.

Analfino: “Questo disco s’intitola “Precario”, ed è un disco autobiografico perché più precari dei musicisti, non ne esistono. Non avremo mai una pensione campando del nostro lavoro.

Sapete una cosa? Quando si devono fare le manifestazioni, quando la gente ha bisogno di un supporto anche economico, per organizzare delle manifestazioni a scopo benefico, per recimolare dei soldi… chi chiama? Gli artisti. Io domando sempre alla gente che ci chiama se ha mai acquistato un disco dei Tinturia originale, e mi rispondono molto onestamente che l’hanno scaricato da internet. Ora io pregherei la gente di sforzarsi di capire di che cosa deve campare un musicista se le persone non si comprano il disco. Ai concerti non c’è molta gente anche se i Tinturia non si possono proprio lamentare. In Sicilia suoniamo più di tutti e anche nel resto d’Italia, come gruppo siciliano, abbiamo un seguito maggiore e questo è dettato dal fatto che i siciliani ci hanno adottato. Noi siamo tutto quello che siamo grazie ai siciliani che ci hanno sempre voluto bene ed “esportati”.

Questo disco di cui ascolteremo il brano si intitola “Precario” ed è l’auspicio che questo precariato ci renda sempre migliori e sempre più meritevoli di quello che ci può capitare nella vita. Avrei voluto fare un “Precario tour”, che non ho poi più fatto e doveva partire in treno perché un altro mezzo di trasporto che sta diventando precario è il treno. Sono state soppresse un sacco di linee in Sicilia, la “freccia” del Sud non esiste più ormai, questa linea che univa Nord a Sud nella quale sono nate un sacco di cose belle, storie di gente che partiva con la valigia con lo spago, ci si conosceva, si parlava. Poi c’è venuta l’idea di riprendere il film di Nanni Loy, Cafè express, in cui c’è un Nino Manfredi straordinario, Adolfo Celi, Vittorio Mezzogiorno e abbiamo cercato di riprendere questa idea”.

Satta Flores: “Io ti voglio invece fare ascoltare una mia canzone: Tacco e Stacco che parla d’amore ove si paragona il percorso d’amore al percorso su strada, dove devi equilibrare bene il piede tra acceleratore e freno perché i percorsi, non sono sempre dritti. Il video clip l’ha fatto un uomo che amo, mio figlio Joshua Wahlen, fa parte del disco “Bellandare” con la presenza massiccia di Giovanni Sollima. Questa canzone è un augurio di non farsi prendere da troppe sbandate e può fare da prologo al tuo capolavoro, Coccio d’Amuri”.

Analfino: “Salvo e Valentino mi hanno dato, ancora una volta, l’opportunità di lavorare con loro, poter mettere una mia opera nel loro film, e di questo sono felicissimo. Sentire il mio nome accoppiato al loro è uno dei privilegi più grossi che la vita mi ha riservato”.

Lello Analfino ci lascia ricordando il problema rifiuti e facendo un appello a coloro che gettano i rifiuti nei posti in cui non si deve: “Chi arriva a casa nostra e vede quella monnezza ci prende per “munnizzari”, e chi, accorgendosi di coloro che gettano fuori orario o in posti vietati, non fa nulla, è consenziente ad una azione mafiosa perché questo è deturpare il nostro ambiente. Vivere in mezzo alla monnezza non piace nemmeno alla monnezza stessa, immagina alla gente”. Parte Cercasi Rivoluzione.

I ragazzi di Pioppo, presenti in studio raccontano con le parole di Fabio Gullo la loro esperienza alla sede distaccata di Radio 100 Passi, con la loro “Orarune“, le loro attività associative socio-culturali e la libertà assoluta di esprimersi con Spreakers.

Aida dedica “Bellandare”, la traccia fantasma del suo ultimo disco, prodotto da lei stessa assieme a Leonardo Bruno, arrangiato da Bruno e Alessandro Valenza, proprio a questi ragazzi.

Oltre ai magnifici artisti che hanno partecipato con generosità e passione, tutte le canzoni di Aida hanno goduto dell’estro creativo dei tantissimi musicisti siciliani che da anni lavorano al suo fianco, nei live e in studio: insostituibili le fisarmoniche di Lorenzo Profita, preziosi gli interventi etnici di Giancarlo Parisi, strepitose le chitarre di Vincenzo Mancuso e Claudio Cusmano, colori jazz con i contrabbassi di Carmelo Venuto, colori “pop” con i bassi elettrici di Mario Tarsilla, ironiche le armoniche di Giuseppe Milici, onirici i violini di Davide Rizzuto, virtuosi e ispirati i fiati di Gaetano Tucci, dal clarinetto ai sassofoni, puntuali gli interventi vocali di Maurizio Lanzalaco, Federica Neglia e Paola Milio, speciali le batterie di Gaspare Costa, e ancora infiniti interventi di molti musicisti madoniti, dalle trombe di Francesco Profita agli strumenti della tradizione di Michele Piccione.

Un lavoro, il suo, nato dopo due anni di lontananza da rumori e orologi, immersa nella natura e ispirata dalle montagne di Petralia Soprana in cui ha ospitato Giovanni Sollima, Leo Gullotta, Mimmo Locasciulli, Mancuso, artisti al servizio delle sue canzoni “col culo grosso”, perché un’artista, secondo lei, annusa sempre i tempi che verranno come faceva Peppino.

Parte La solitudine magnifica, una lettera a suo figlio. Ed entra in studio il sindaco di Cinisi, Gian Giacomo Palazzolo che interpellato da Sulis relativamente a delle loro condivisioni, così comincia: “Ad Arenzano, abbiamo partecipato alla inaugurazione di un parco dedicato a Peppino Impastato. Ed è straordinario vedere come la sua storia colpisca la gente, l’attragga a tal punto che verranno in quaranta da Arenzano a vedere il paese di Peppino Impastato e questo è straordinario, perché attraverso una storia particolare e unica riusciamo a fare capire che il paese è cambiato. Noi abbiamo fatto una promessa ben precisa: togliere la via Badalamenti. Il sindaco li lascia dicendo: “La mafia è una montagna di merda” e Aida continua… “…E noi un universo di bellezza”. Parte la cover di “A me piace vivere alla grande” di Fanigliulo, e poi A cuore nudo.

Altri aneddoti, storie e racconti che hanno accompagnato la gestazione di “Bellandare” sono stati narrati in maniera intima e poetica dall’artista e dalla donna Aida Satta Flores.

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