Pubblicato: sab, 21 Dic , 2013

Quel che Renzi non può fare

Ci vorrebbe un notevole concorso di intelligenze ed energie sociali per la gravissima crisi e non ancora e sempre un uomo solo al comando

 

mobyPrice_3In questi stessi giorni di gloria, alcune denunce e le ammissioni dell’assessore all’ambiente Biti fanno trapelare che il piano antinquinamento del Sindaco Renzi a Firenze, benché tanto enfatizzato, è sostanzialmente fallito. In questo dicembre il Pm 10 è molto alto da 10 giorni, perfino dentro i giardini di Boboli.

Sia chiaro: non vogliamo essere i soliti meschini che al cospetto di quanti hanno responsabilità brontolano per marginali vicende. L’inquinamento è problema di difficile soluzione di questi tempi. Ma è proprio questo il punto.

Chinatevi che sta passando il ciclone Renzi, dissolverà tutte le nebbie e respireremo aria nuova. Finalmente in Italia si scopre che l’amministrazione della cosa pubblica deve essere efficiente e limpida, che chi non ha mai ricoperto cariche pubbliche è mediamente più candido, tranne qualche caso già verificatosi, di colui che detiene il potere da lustri, che i politici, se non sono tutti uguali, è meglio che siano onesti, anche se poi gli italiani hanno inclinazione a farsi sedurre dalla delinquenza proficua, magari con sceneggiate di falchi e colombe, in un palcoscenico tra vecchi ambienti curiali e modernismi a luci rosse.

Come al solito in questo Paese si ventila l’introduzione di qualche novità quando è già scaduta. Da più di cinquant’anni e da venti con tutto il potere in mano, dal governo, alla finanza e all’informazione e propaganda, la destra avrebbe potuto e dovuto introdurre efficienza e legalità e ha fatto tutto il contrario. Ora occorre che il buon Renzi si travesta da innovatore di sinistra per svolgere i compiti propri dei moderati. Intanto si scatenano populismi grevi e fascistoidi.

Però adesso la situazione è ormai altra e a livello globale. La crisi economica finanziaria e di valori è la più grave dal 1929. In verità il sistema economico capitalistico produce recessioni cicliche, diseguaglianze abnormi ed inique, oggi l’1% ha la metà di tutta la ricchezza del mondo, e si sono verificati danni strutturali irreversibili, dato che le risorse scarseggiano e non si contemplano meccanismi di protezione e di rigenerazione delle stesse, che dilapidate  a favore di pochi causano l’impoverimento globale, degli abitanti e dell’abitazione terra e del futuro stesso.

SMOG

L’egoismo bruto che informa la natura  del neoliberismo, in pochi anni, ha innescato i prodromi di una società tendenzialmente criminale, coloro che hanno soffiato per gonfiare le famose bolle hanno agito per le necessità strutturali di tale regime economico finanziario, non certo contro.

E’ evidente, noi possiamo vantarci di essere l’unico Paese al mondo, né Quarto né Quinto se ci fosse, dove a un condannato in via definitiva delinquente abituale si consente di suscitare la tristizia delle folle e tutti i telegiornali aprono in prima serata con i commenti su tale fatto politico e vi sono impiegati che la mattina dopo si recano al servizio pubblico e commercialisti, che aprono gli studi per consigliare i clienti sul modo migliore per evadere le tasse, dato che l’esigenza è adesso ancora maggiore, e talora, è successo, evitando di chiedere la certificazione antimafia a segnalati e schedati, giacchè tanto ben vestiti, i quali commentano “eppure è sempre lui l’uomo per noi”.

Naturale, la meritocrazia è cosa buona allorchè ogni giorno tocca vedere e sentire, per esempio, Brunetta, Santanchè, Minetti, Formigoni, Razzi, Bossi e le trote, Minzolini, Sallustri.

Insomma in Italia c’è degrado. Ma un contratto sociale ridotto alla competizione sovente a discapito, nei fatti, della civile convivenza, mentre le istituzioni internazionali si occupano solo della stabilità monetaria, può preparare i presupposti, durante passaggi difficili, per frangenti di barbarie. Mi disse una volta un insospettabile professionista “se si dovessero rispettare tutte le regole non si sarebbe più competitivi”. I mafiosi iniziano l’addestramento dei picciotti facendoli sparare alle bottigliette.

Occorrerebbe destare, nei vari paesi e insieme, energie e sensibilità in un progetto comune per cambiare radicalmente la situazione: bisognerebbe riconvertire in produzioni e consumi sostenibili, in un sistema di solidarietà, convivialità, diritti e doveri condivisi, emancipazione e pace, rinunciando al superfluo, all’alienazione della roba e dei consumi senza criterio, nonché orientarsi verso produzioni che abbiano impatto ecosostenibile. I vari paesi dovrebbero specializzarsi basandosi sulle risorse disponibili, rimodulando il concetto di autosufficienza e scambio. Dovrebbero crearsi condizioni di equità, intesa come più adeguata ed etica ripartizione della ricchezza, tutela dei più deboli, welfare, migliore istruzione. Di fronte a tali compiti gli slogans e gli incitamenti di Renzi risultano inadeguati.

Fulvio Turtulici

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