Pubblicato: mar, 22 Gen , 2013

Ossigeno chiede aiuto o sarà costretta a chiudere

Alberto Spampinato “Occorrono più collaborazioni professionali e più risorse economiche”

 

di Claudio Licata

NEWS_93047A parlare è il direttore di Ossigeno, osservatorio sull’informazione, che ci dice “Il 2012 è stato per Ossigeno un anno positivo, come si può leggere nella Relazione sull’attività del 2012 che pubblichiamo sul sito. Negli ultimi dodici mesi, con oltre 600 notizie autoprodotte e decine di iniziative, abbiamo fatto crescere l’attenzione pubblica sul problema dei giornalisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza e con gli abusi. Bisogna anche dire che abbiamo dovuto rinviare altre iniziative che avevamo messo in cantiere, per mancanza di risorse professionali e dei fondi necessari”. Alberto Spampinato è chiaro riguardo le difficoltà economiche sopraggiunte. Il lavoro da svolgere aumenta di volume, e le risorse umane scarseggiano. Così Ossigeno ha fatto molte rinunce: “La Relazione sull’attività del 2012 mette in luce proprio questo: c’è ormai una stridente disparità fra i numerosi compiti che l’Osservatorio è chiamato a svolgere con cadenza pressoché quotidiana e le poche risorse di cui dispone. Se non riusciremo a ridurre questo divario, nei prossimi mesi un ridimensionamento o un congelamento del progetto sarà inevitabile”. Nonostante i contributi finanziari ricevuti dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti e dagli Ordini Regionali di Abruzzo, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Puglia, Sicilia e Veneto non sono in grado di dare continuità all’attività, perciò cercano altri collaboratori professionali e altri finanziamenti e stanno valutando l’opportunità di lanciare una sottoscrizione. Prosegue Spampinato “I risultati finora raggiunti ci devono incoraggiare. In cinque anni l’Osservatorio si è imposto come una realtà riconosciuta e stimata. Nel 2012 Ossigeno ha documentato 139 episodi di minacce ed abusi con 316 giornalisti coinvolti ai quali nel 2013 se ne sono aggiunti già altri 22, per un totale che dal 2006 a oggi supera 1200 giornalisti. Bisogna proseguire il cammino e tenere alta l’attenzione fino al traguardo, che consiste nel varo di norme che rendano sicuro il lavoro dei giornalisti italiani”.

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