Pubblicato: gio, 18 Set , 2014

Obama va alla guerra.

Terrore e guerra: è ancora quello della pietra e della fionda l’uomo del nostro tempo.

 

Gli Stati Uniti ritornano a bombardare in Iraq. Si riavvicinano gli spettri di un’infame guerra, fortissimamente voluta da Bush e Blair tanto da precostituire prove false contro Saddam, non certamente per preparare la pace come ipocritamente affermato, ma per “interessi vitali”, vale a dire la sicurezza economica dei grandi gruppi industriali-finanziari che non si sono mai fatti scrupolo di mettere a ferro e fuoco il mondo impoverito per rimpinguare i loro enormi profitti. Una guerra che, insieme a quella in Afghanistan e alle varie prove muscolari dell’Occidente, hanno destabilizzato il Medio Oriente ben di più di quanto già non fosse; una guerra senza la quale molto probabilmente non ci sarebbero stati i morti sgozzati, perché non sarebbe avvenuto con governi tuttavia stabili e forti in Iraq e Siria e perché i circa 500.000 civili iracheni colpevoli di essersi trovati sulla traiettoria delle intelligenti bombe americane sono serviti e servono, insieme a tutti gli altri morti innocenti nell’area, ai terroristi che si nutrono di sangue, come orrendi germi di infezioni diffuse, per perpetrare l’orrore. E il Pentagono annuncia la preparazione di truppe per operazioni di terra: potrebbe, come supposto da qualche osservatore, fino profilarsi l’incubo Vietnam.

La grande maggioranza sul pianeta terra ha fame e sete, si vede negare diritti, è costretta ad emigrare, mentre al contempo la crescita delle attività antropiche e l’aumento della popolazione universale minaccia tutto il nostro sistema globale. Ma invece di dedicarsi a risolvere ciò, l’uomo che si vanta “sapiens” e i suoi governanti che girano la ruota del loro potere come vani pavoni uccidono gli inermi, affinchè si conservino tutte le cause che hanno condotto alla soglia del prossimo disastro.

Lo scorso anno si sono spesi 1.742 miliardi di dollari in armamenti, l’equivalente di 5 miliardi di euro al giorno. 1032 miliardi sono stati consumati da USA e Nato, che progetta, fra l’altro, la costruzione di 5 basi militari nei paesi dell’Est, forse in ricordo della guerra fredda. Con tali risorse potrebbe essere ridotta in buona parte la fame nel mondo e si potrebbe iniziare a riconvertire in sistemi di produzioni sostenibili, spegnendo così focolai di tensioni e diminuendo le preoccupazioni responsabili sul nostro futuro prossimo.

070221pozzoE invece dilaga la guerra: dall’Ucraina all’Iraq, dalla Somalia al Sud Sudan, dal Califfato Islamico(ISIS) al Califfato del nord della Nigeria(Boko Haram), dalla Siria al Centrafica, dalla Libia al Mali, dall’Afghanistan al Sudan e in Palestina. E Obama invita gli alleati europei a investire di più per la Difesa, destinandovi come minimo il 2% del PIL. Per l’Italia significa un esborso di 100 milioni di euro al giorno. Insomma, mentre si smantella lo Stato sociale, si taglia ancora sulla sanità, si dilania brano a brano lo Statuto dei lavoratori senza diminuire di un’acca il precariato, nel frattempo si contribuisce ad armare i curdi e al rifornimento di Kabul con 4 miliardi di dollari per sostenere l’occupazione americana.

Il fronte che si è aperto durante il mese di settembre e che vede contrapposti Stati Uniti ed ISIS è, se possibile, ancora più inutile e ottuso di quanto siano inutili ed ottuse tutte le guerre. L’ISIS non è una banda di folli sanguinari, è un “Califfato SPA”, che usa il terrore disumano per sostenere un’azienda che fattura tra i 2 e i 3 milioni di dollari al giorno: le sue fonti di reddito sono, naturalmente, il petrolio, 70 mila barili di greggio al giorno che viene pompato dai pozzi presenti sul territorio controllato con 8 milioni di abitanti, quindi il contrabbando, oltre che dell’oro nero, dei reperti archeologici, la tassazione nella regione dominata, i rapimenti, le estorsioni e le donazioni; una parte del tesoro accumulato, poi, è stata alimentata dagli “aiuti” indiretti dei paesi occidentali che volevano rovesciare il regime di Assad in Siria. Dall’altra parte sta un impero il cui sistema economico e geopolitico si trova al tramonto, seppure non si affaccino all’orizzonte configurazioni alternative. La religione, come spesso avviene, è strumento del potere più aberrante e la laica Europa unita è semplicemente un regime monetario, politicamente insulso e dipendente dagli Stati Uniti.

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