Pubblicato: mar, 27 Mag , 2014

Nigeria, localizzate le studentesse rapite

I militari non vogliono usare la forza ma il presidente Jonathan non vuole accettare l’ipotesi di scambio proposta dai rapitori
Alex Badeh

Alex Badeh

Da una parte c’è chi non vuole tentare l’irruzione perché teme per l’incolumità degli ostaggi. Dall’altra chi non vuole accettare la richiesta dei terroristi dello scambio dei prigionieri. In mezzo ci sono ancora le oltre duecento studentesse rapite da Boko Haram da oltre un mese.

Il Capo di Stato maggiore della difesa aerea nigeriana, Alex Badeh lunedì ha annunciato che i militari hanno localizzato il luogo dove sono nascoste le ragazze, senza rivelare ulteriori dettagli: «Non possiamo andare là e rischiare di uccidere le nostre ragazze per dire che abbiamo provato. Lasciateci lavorare e le riporteremo a casa». D’altronde i precedenti non depongono certo a favore del blitz armato. Nel marzo 2012 il tentativo delle forze nigeriane supportate da quelle britanniche di liberare Franco Lamolinara e Cristopher Mc Manus. sequestrati da Boko Haram da oltre dieci mesi, si è concluso con la morte dei due ostaggi.

Un attivista dei diritti umani vicino ai mediatori ha dichiarato, sotto anonimato all’agenzia Associated Press, che il tentativo di scambio di prigionieri è fallito una settimana fa dopo il netto rifiuto del Presidente della Nigeria Goodluck Jonathan. Anche Mark Simmonds, sottosegretario agli Esteri britannico con delega per il Commonwealth, conferma l’intenzione di Jontahan di non voler assolutamente prendere in considerazione l’ipotesi di uno scambio tra le ragazze e alcuni membri di Boko Haram rinchiusi in carcere.

Pogu Britus, rappresentante della città di Chibok, da dove sono state rapite le studentesse, evidenzia le voci discordanti tra le autorità: «Se i militari dicono che non vogliono usare la forza si deduce che ci deve essere per forza un negoziato e se il presidente dice di non voler negoziare allora non sono entrambi dallo stesso lato». L’impressione di Britus è che ci siano pressioni su Jonathan affinché accetti di negoziare con i rapitori.

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