Pubblicato: gio, 17 Ott , 2013

L’Unione Europea bacchetta l’Italia

La Commissione e la Corte di Giustizia annunciano sanzioni per l’Italia a causa di due violazioni del diritto comunitario

 

 

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea – Lussemburgo

In questi giorni l’Italia si è trovata sotto il severo sguardo di disapprovazione dell’Europa, pronta a sanzionare proprio uno degli originari stati membri per due questioni ben diverse.

La Commissione Europea ha annunciato la procedura di infrazione – sanzionamento dovuto ad una violazione degli obblighi derivanti dal diritto comunitario – ai danni dell’Italia a causa della politica pensionistica nazionale, che viola il principio della parità di trattamento tra uomini e donne.

Attualmente la legge italiana 214/2011 prevede che gli uomini debbano raggiungere i 42 anni e 3 mesi di servizio prima di poter entrare in pensione,  mentre per le donne sono previsti 41 anni e 3 mesi. Questa differenza di un anno si colloca contro l’ Art. 157 del Trattato di Lisbona, secondo cui anche a livello pensionistico deve sussistere la parità tra i sessi.

Altra sanzione prevista per l’Italia viene annunciata dalla Corte di Giustizia Europea, accusante la Nazione di aver violato il diritto comunitario della concorrenza elargendo aiuti di stato all’Alcoa Trasformazioni S.r.l.

Secondo la Corte, l’Italia ha elargito delle agevolazioni pari a 295 milioni di euro, attuando per l’Alcoa delle tariffe energetiche privilegiate e coprendo con le finanze nazionali  – e le nostre tasse – la differenza rispetto alle tariffe standard.

Nel 2009 la Commissione Europea aveva già denunciato tale violazione italiana, invitandola ad adottare misure idonee per porre fine agli aiuti di stato: ad oggi ciò non è accaduto e l’Italia non ha ancora recuperato le perdite con gli interessi, dunque il Paese rischia di essere sottoposto al sanzionamento comunitario.

I richiami dell’UE all’Italia si collocano in un periodo complesso, non aiutando di certo a creare un clima europeistico e di accettazione delle regole comunitarie, soprattutto adesso che l’opinione pubblica italiana accusa le istituzioni UE di averci abbandonato relativamente alla questione Lampedusa. Tuttavia c’è da sottolineare quanto la nostra classe politica abbia abilmente strumentalizzato il favore o la diffidenza nei confronti dell’UE in questi anni, facendo perdere alla società italiana una reale capacità di discernimento nei confronti di questa struttura sovranazionale.

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