Pubblicato: sab, 1 Feb , 2014

Lo sport per ribadire la voglia di legalità

 Migliaia al Palaoreto di Palermo per la terza edizione del Trofeo «Francesca Morvillo»

In campoOltre cento studenti e più di un migliaio gli spettatori hanno preso parte al terzo Trofeo di calcio a cinque «Francesca Morvillo», promosso dall’Istituto Comprensivo statale «Maredolce» per dare un segnale preciso e dire che la legalità passa anche attraverso lo sport e la voglia di aggregazione. E’ stata, infatti, una mattinata di grande passione, quella vissuta dagli studenti delle primarie «Bonagia», «Rosolino Pilo», «Emilio Salgari» e «I.C.S. Puglisi» e delle secondarie di primo grado «I.C.S. Maredolce», «I.C.S. Puglisi» e «Cesareo», tutti uniti e desiderosi di dare vita a una manifestazione sentita e partecipata.

«C’è stato il pienone – afferma il preside della «Maredolce», il professore Vito Pecoraro – perché si è creato un momento pieno e vero di aggregazione. Ma anche perché non è stata solo la nostra iniziativa, bensì quella di tante scuole che da 3 anni lavorano insieme per giungere a risultati del genere. Per la prima volta, poi, ha partecipato la media “Cesareo”, un po’ la scuola nostra antagonista del territorio, in quanto ognuna di noi è posta sul lato opposto di via Oreto. Abbiamo, però, dimostrato che uniti si può lottare contro la criminalità. Questo avviene attraverso i progetti, ma anche grazie allo sport, motore principale dell’educazione alla legalità che segue e aiuta i ragazzi anche fuori dalla scuola».

Giovanni Lo Cascio e il preside Vito Pecoraro

Giovanni Lo Cascio e il preside Vito Pecoraro

Risultati che, però, si raccolgono solo se si è veramente concordi sul percorso da fare: studenti, famiglie, scuola, istituzioni. «La manifestazione – aggiunge il consigliere comunale Giovanni Lo Cascio, vicepresidente della Commissione Sport, Attività Culturali, Turismo e Pubblica Istruzione – in questa terza edizione ha toccato l’apice del successo perché ha coinvolto veramente tutti. E’ sempre stata e continua a essere un vero e proprio punto di incontro per il territorio, in modo particolare il quartiere Oreto-Stazione, per parlare di legalità e di voglia di cambiare le cose, utilizzando il linguaggio comune della pratica sportiva. Inoltre, attraverso il momento artistico dedicato ai bambini, si è parlato di antimafia e di tutto quello che i più giovani non hanno fortunatamente conosciuto, ma che possono vivere e capire attraverso la memoria. Mi auguro che iniziative come questa possano diventare sempre di più, dando modo di dimostrare che le cose belle possono essere realizzate anche con poco».

A nulla, però, valgono tutti gli sforzi se, proprio all’interno dell’istituzione scolastica, non c’è collaborazione e sinergia. «Cosa che esiste nella nostra – sottolinea il professore di Educazione Fisica dell’Istituto Comprensivo statale “Maredolce”, Vincenzo Galante, cuore e motore pulsante di questo trofeo dedicato alla memoria di Francesca Morvillo – e che ci fa credere che si può andare lontano. E’ stata un’edizione emozionante sotto tutti i punti di vista perché ha visto il Palaoreto gremito di persone, tutte animate dalla voglia di tifare non solo la propria squadra del cuore. Il fatto che, anche attraverso l’arte, i ragazzi abbiano potuto esprimere la loro visione della legalità e del percorso che quotidianamente facciamo contro la mafia, mi fa ben sperare anche per tante altre edizioni negli anni a venire».

E riguardo proprio l’aspetto artistico della manifestazione, i premi sono andati all’elementare, alla prima, alla seconda e alla terza media che hanno partecipato al concorso grafico pittorico «Un cartellone per la legalità» dedicato a tutte le vittime della mafia. Un riconoscimento speciale è stato consegnato dall’associazione culturale “Gaia Sicilia”, realtà fondata all’interno della stessa «Maredolce», il cui acronimo sta per «Genitori, alunni, insegnanti e personale Ata». Ulteriore dimostrazione della voglia di stare e di andare avanti sinergicamente.

Apprezzate da tutti anche le esibizioni di singole atlete, che hanno animato la mattinata tra una partita e l’altra, tra cui la «Maredolce Tribal Band» e quelle della ginnastica ritmica della Polisportiva Bonagia, tutte applaudite non solo dai propri fan. Insomma, una manifestazione che sarà ricordata non solo in quanto alla sua terza edizione, ma anche e soprattutto come momento di coesione di un territorio che, grazie allo sport, continua a dimostrare di volere regalare un futuro diverso e migliore ai ragazzi che lo abitano.

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