Pubblicato: mer, 21 Mag , 2014

L’ANPI a Palermo per le nuove e vecchie resistenze

 Nell’ambito della X edizione del “Premio L. Grassi” al Conservatorio V. Bellini di Palermo si è tenuto un incontro promosso da ANPI Palermo e ANPI Reggio Emilia in collaborazione con la Provincia di Reggio Emilia

La resistenza partigiana e la lotta alla mafia si incontrano a Palermo con l’entusiasmo dei giovani studenti emiliani vincitori del Premio L. Grassi, che hanno visitato i luoghi della memoria di queste due battaglie di resistenza. Portella della Ginestra, Corleone, Cinisi, sono alcuni dei luoghi che i ragazzi provenienti dall’Emilia hanno visitato cogliendo la cruda violenza ma anche la lotta e la resistenza di cui sono testimoni questi angoli di Sicilia. «Dalle resistenze di allora siamo attenti e soprattutto promuoviamo le resistenze di oggi. Resistenza all’ingiustizia, alla mancanza di diritti e quindi siamo assolutamente collegati con l’antimafia» dice Fiorella Ferrarini, Vice Presidente ANPI Reggio Emilia. Ad accompagnare la delegazione di cinquanta studenti che hanno partecipato al concorso “Premio L. Grassi”, è Rosa Frammartino, responsabile educativo del progetto “I talenti per la legalità democratica“, progetto fortemente voluto dalla Provincia di Reggio Emilia e soprattutto dalla sua presidente Sonia Masini che in esso ha investito molte risorse. «Questo progetto – spiega Rosa Frammartino – riguarda le scuole superiori, quest’anno ha avuto dodici scuole che hanno aderito, e nelle ultime quattro edizioni di progetto ha coinvolto 24 mila studenti». Un progetto che è servito anche per diffondere nei giovani la consapevolezza che «l’infiltrazione mafiosa, in modo particolare dell ‘ndrangheta, non è semplicemente altrove ma è vicinissimo a loro» continua Frammartino che aggiunge «lavoriamo per la prevenzione, perché si rendano conto di quali possono essere i sensori le avvisaglie di ciò che non va nella città».

Presente all’incontro anche Andrea Gherpelli, attore e collaboratore artistico del progetto, che alla presenza di Giorgio Colajanni figlio di Pompeo ha letto alcuni scritti del partigiano protagonista della Liberazione di Torino, passato alla storia con il nome di battaglia Nicola Barbato.

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