Pubblicato: gio, 1 Set , 2016

La mafia e i suoi stereotipi televisivi

Palermo Festa dell’onestà 3 settembre alle 16.30 al Caffè letterario Palazzo Riso, interverranno l’editore Salvo Bonfirraro, Danilo Sulis presidente di Rete 100 Passi, Giovanni Pagano coordinatore di Libera Palermo, e Daniele Marannano di AddioPizzo.

 

Con la nostra iniziativa che culminò con la chiusura di Don Panino in Austria e la petizione “Basta con prodotti e gadget che richiamando simboli di mafia diffondono la cultura dell’illegalità”: https://www.change.org/p/basta-con-l-apertura-di-attivit%C3%A0-e-la-vendita-di-prodotti-e-gadget-che-richiamando-simboli-di-mafia-diffondono-la-cultura-dell-illegalit%C3%A0  abbiamo voluto lanciare un primo segnale.

È infatti ormai noto che in varie parti d’Europa attività commerciali, prodotti e gadget si rifanno a simboli che inneggiano alla mafia. La mafia è sempre più il brand dell’Italia nel mondo.

Nelle città italiane a vocazione turistica e in quelle della Sicilia che accolgono il flusso vacanziero è ormai “normale” trovare in esposizione t-shirt, statuette e gadget d’ogni genere che richiamano simboli e atteggiamenti mafiosi.

mafiosiAi gadget si uniscono sempre più le tante fictions che se a volte servono a ricordare, o a far conoscere le vittime di mafia, finiscono con il presentare la Sicilia solo con il monotematico e ripetitivo tema mafioso.

«L’etichetta di “mafioso” adesso è davvero fin troppo stretta per tutti, soprattutto per i siciliani onesti». È perentorio Cirino Cristaldi, il giornalista autore di “La Mafia e i suoi stereotipi televisivi”, un lavoro d’inchiesta – edito da Bonfirraro – che parte proprio dall’analisi a tutto campo delle produzioni cinematografiche e televisive, incentrate ad ampio spettro sul fenomeno mafioso, ponendosi subito alcuni fondamentali quesiti: come contribuiscono queste a danneggiare l’immaginario collettivo dell’isola? Come viene percepita la Sicilia in Italia e all’estero? In quale quantità paghiamo ancora i retaggi dei cliché ricorrenti in relazione alla  parola “mafia”?

«Partiamo da un presupposto fondamentale, preannuncia Cristaldi,  la mafia in tv fa audience! Analizzando approfonditamente questo dato focale si può spiegare come molto spesso le produzioni televisive abbiano fatto il pieno di ascolti puntando su format seriali quali ad esempio La Piovra o Il Capo dei Capi, sfruttando una delle più classiche associazioni: Sicilia e Mafia. Il mio saggio parte appunto da questa visione stereotipata della Trinacria, raccontando la sua evoluzione attraverso immagini e storie spesso ispirate a tragici eventi di cronaca». La lucida e analitica critica di Cristaldi, in corsa proprio con questo saggio per il premio Mattarella, si sofferma sul parallelismo Mafia = Sicilia che si esplicita anche nella vita di tutti i giorni, nel piccolo e nel grande schermo: è così che emerge l’immagine di un’Isola sanguinaria, insanguinata e vendicativa, che celebra i topos, delle coppole, dei baffoni e delle lupare: un’immagine che, però, non esiste più. «Esiste adesso una regione – continua Cristaldi – su cui gravano sì delle problematiche di tipo sociale ed economico, ma dalla quale si alza forte il grido di comunicare piuttosto i suoi valori, celebrandone bellezze, cultura e uomini coraggiosi».

Una denuncia, quella di Cristaldi, che va di pari passo con le iniziative di Rete 100 passi, impegnata a debellare la cultura dell’illegalità anche attraverso l’abolizione dei souvenir di ispirazione mafiosa

Il 3 settembre a Palermo si cercherà di fornire risposte soddisfacenti e costruttive: l’occasione è la “Festa dell’Onestà”,  la giornata istituita in ricordo del Prefetto  Gen. Alberto Dalla Chiesa, ucciso proprio la sera del 3 settembre 1982.

L’appuntamento con il saggio e il suo autore è previsto per le 16.30 al Caffè letterario di Palazzo Riso: interverranno anche l’editore Salvo Bonfirraro, Giovanni Pagano coordinatore di Libera Palermo, Danilo Sulis presidente di Rete 100 Passi e Daniele Marannano di AddioPizzo. Modera il giornalista Manlio Viola, direttore di BlogSicilia.

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