Pubblicato: mar, 2 Mag , 2017

La ex Toscana Tabacchi

Incuria, lentezze e rischi di inquinamento ambientale.

 

Nella frazione di Ambra del Comune di Bucine c’è l’area dismessa della ex Toscana Tabacchi. E’ stata per anni uno dei principali motori di sviluppo economico della Valdambra. Alla fine degli anni ’70 fu realizzato l’impianto originario del tabacchificio. In quegli anni la produzione era sostenuta, lo stabilimento si ampliò, diede lavoro a centinaia di persone. Ma forse l’aver puntato troppo a lungo su questo tipo di produzione non si rivelò lungimirante: inevitabilmente le commesse calarono in modo drastico. Nella seconda metà degli anni ’90 l’impresa fu commissariata. Nel 2005 lo stabilimento venne acquistato dalla TAT, Triestina Azienda Tabacchi, con la promessa, ben presto illusoria, di tornare florida, ma solo dopo un paio d’anni l’azienda si ritrovò in procedura fallimentare. Nel 2015 l’immobile, costituito da un edificio di 30mila metri quadrati e da 50mila metri quadrati di terreno finì all’asta per poco meno di 2 milioni e mezzo di euro, e si concluse così un pezzo di storia economica e produttiva del territorio di Bucine.

Già nel marzo 2013, il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale e il Corpo Forestale dello Stato, di Arezzo, posero sotto sequestro l’intero impianto dell’azienda. Si tratta di un’area di 37mila metri quadrati, dove fu accertata la presenza di migliaia di metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi, abbandonati sia all’interno delle strutture dell’impianto che negli spazi limitrofi, direttamente sul suolo. Tra questi materiali, come si legge anche nel Rapporto 2014 della Fondazione Caponnetto, vi era amianto in via di disgregazione dovuto alla rottura di coperture di eternit, bidoni di acido, soda caustica, materiali oleosi, imballaggi contaminati da sostanze infiammabili e altamente volatili, fanghi industriali e altre sostanze tossiche derivanti dal ciclo industriale, nonchè altre grandi quantità di materiali non pericolosi, tra cui scarti di apparecchiature elettroniche ed elettriche fuori uso e sottoprodotti del tabacco. Fu anche rilevata la presenza di numerosi pozzi a cielo aperto incustoditi e coperti dalla vegetazione.

La questione più urgente, che necessitava di immediata soluzione, era la rimozione dei rifiuti pericolosi, ma non se ne ebbe consapevolezza a lungo, tranne le denunce dei consiglieri M5S. il problema si accentuò in modo grave allorchè, ad agosto 2016, il vento provocò la caduta di lastre di eternit dalla copertura del tetto dello stabile sul piazzale dell’immobile. E tuttavia si dovette giungere all’ottobre per avere una ordinanza sindacale di rimozione dell’amianto e al dicembre per ottenere un preventivo di spesa di 31.300 euro da parte di una ditta che si impegnava a compiere sopralluogo, decontaminazione, rimozione e confezionamento del materiale contenente amianto, trasporto e conferimento ad impianti autorizzati.

Ma fino a marzo 2017 nulla avviene. Il M5S, che aveva già denunciato lo stato delle cose, presenta, firmatari i consiglieri Luca Zampi e Andrea Borella, una interrogazione al Consiglio comunale. Viene sottolineato che il materiale pericoloso si trova nella solita posizione ma in condizioni di deperimento sempre più avanzate. “E nonostante tutte le azioni intraprese da questa Giunta ai vari livelli istituzionali non si vedono progressi nella risoluzione di questo problema”. E gli interroganti ricordano le legittime e crescenti preoccupazioni dei cittadini che risiedono nelle zone limitrofe. “Non si può pensare che non ci sia modo di intervenire rapidamente o che si debba aspettare che vi siano altri danni per rendere più evidente l’emergenza”.

In risposta a tale interrogazione il sindaco di Bucine Pietro Tanzini prospetta una soluzione entro due settimane. Il primo cittadino spiega che l’Istituto di Vendite Giudiziarie aveva già affidato l’incarico di intervenire a una ditta specializzata, ma gli operatori d’essa non sono potuti accedere al sito per mancanza dell’autorizzazione da parte della Procura, necessaria trattandosi di un’area sottoposta a sequestro.

Il 6 aprile il sindaco Tanzini insieme all’assessore Sara Valentini si sono incontrati a Firenze con l’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni. Dall’incontro è scaturito che verrà attivato da Regione toscana e Comune di Bucine un tavolo istituzionale, al quale parteciperanno Arpat, Asl, il commissario liquidatore, il creditore procedente e il custode giudiziario, per bonificare il sito della ex Toscana Tabacchi.

Fulvio Turtulici

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