Pubblicato: gio, 3 Lug , 2014

La campagna di Iacopo contro le barriere architettoniche

Lo studente disabile ha lanciato un appello sul suo blog 
Iacopo Melio

Iacopo Melio

Lui si chiama Iacopo Melio ed è uno studente toscano  affetto dalla sindrome di Escobar, una malattia genetica che lo ha costretto alla sedia a rotelle. Per Iacopo ogni giorno prendere un mezzo pubblico sia esso un treno o un semplice autobus diventa un ostacolo insormontabile.  Più volte si è sentito rispondere  “questo convoglio non è attrezzato, deve attendere il prossimo”. Stanco di questa situazione ha deciso di sensibilizzare l’opinione pubblica e ma sopratutto i politici italiani, su un problema che coinvolge moltissime persone nelle sue stesse condizioni.

Il  tutto  è iniziato con uno scambi di “cinguettii” tra lui e l’ex Ministro dell’ Istruzione Maria Chiara Carrozza avvenuto qualche settimana fa . “Buongiorno, – aveva twittato l’ex Ministro – oggi di ritorno da Roma con un treno magnifico partito alle sei #ioprendoiltreno”. E in risposta Iacopo aveva scritto  –  I treni di noi plebei non sono mai magnifici, soprattutto per noi disabili che di rado li troviamo attrezzati #vorreiprendereiltreno “.

Dopo questo scambio di battute, il ragazzo ha deciso di lanciare la sua campagna contro le barriere architettoniche, scrivendo una lettera sul suo blog,  per ricordare a tutti quanti come sia difficile la vita dei cittadini disabili, i quali devono affrontare ogni genere di barriera, sia essa architettonica, sociale o culturale.

“Cari politici, se non volete sforzarvi di immaginare cosa significhi dover chiamare ogni santa volta una stazione ferroviaria per sapere se, a una cert’ora il treno sarà attrezzato con una pedana; se non riuscite a comprendere il disagio di aspettare una, due, tre fermate in più sperando che il bus successivo sia finalmente quello agibile…..Cercate ALMENO di capire quanto, a lungo andare, sia triste essere single. Sì, avete capito bene. Se io sono single è SOLO colpa degli autobus!! Io la ragazza dei miei sogni, se non monto su un mezzo pubblico, proprio non la potrò mai trovare. Non vi chiedo di cambiare le cose perché un cittadino deve poter andare dove vanno tutti gli altri. Non ve lo chiedo perché siamo tutti uguali; perché la libertà dovrebbe essere un diritto sacro-santo. Non vi chiedo di rendere treni, pullman, taxi, aerei, traghetti e dischi volanti agibili perché è la cosa più civile e naturale che si possa pensare in un Paese Democratico. Né tantomeno perché sarebbe il caso, d’ora in avanti, di spendere quei pochi soldi rimasti in maniera intelligente. Ve lo chiedo perché sono stanco di essere single ‘per scelta’. Vostra, ovviamente. Già, ve lo chiedo solo per quello: fatemi prendere ‘sto benedetto autobus! Perché alla fin fine, come si dice, quando c’è l’amore c’è tutto… No?? (…o forse era la salute? Boh.)”

In poche ore il suo appello sul web è diventato virale insieme all’hashtag #vorreiprendereiltreno. Facebook e Twitter sono stati letteralmente sommersi da foto che ritraggono cartelli con la scritta #vorreiprendereiltreno e l’appello di Iacopo ha riscontrato un notevole successo in tutto il paese. Il popolo del web è con Iacopo e lo sostiene nella sua battaglia che come tiene a precisare lui stesso non è “personale, ma per chiunque”. Adesso tocca a chi di dovere impegnarsi e mantenere le promesse.

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