Pubblicato: sab, 14 Dic , 2013

Intervista al Governatore della Toscana Enrico Rossi

“Un partito che guardi al mondo dalla prospettiva dei deboli e degli sfruttati, dei lavoratori onesti”

 

SepulvedaQuesta conversazione con il Presidente Rossi è avvenuta nell’imminenza della vittoria di Matteo Renzi alle primarie del Pd e dei drammatici fatti di questi ultimi giorni. Dinanzi al successo di un nuovo americanismo, all’intramontabilità del pregiudicato, al populismo greve di un comico esagitato, ci è parsa cosa buona far ascoltare ai nostri lettori una pacata voce di sinistra.

Presidente, Lei ha definito un regalo “scandaloso” i  70 milioni di euro concessi a NTV e Trenitalia. Ma, in verità, a cosa e a chi serve, in presenza di una crisi epocale, l’Alta Velocità?

Separerei i due piani. Ho detto che, negli ultimi anni, molto si è fatto per le infrastrutture che collegano “velocemente” il Nord e il Sud del paese e per le società che gestiscono i treni che percorrono queste tratte, utilizzate da circa 100mila viaggiatori al giorno, mentre il trasporto regionale, che interessa 3 milioni di pendolari al giorno, è stato letteralmente abbandonato. Per questo ho chiesto che gli utili delle Ferrovie dello Stato – 380 milioni nel 212 – siano tutti investiti sulla rete ferroviaria regionale, mantenendo una promessa che era stata fatta quando fu deciso di dare il via agli investimenti per l’Alta Velocità. Su questo punto sto ancora aspettando risposte. L’altra questione riguarda la scelta dell’Alta Velocità. Non sono affatto contrario, è un’infrastruttura che modernizza il Paese. Ma l’emergenza oggi è il trasporto pubblico locale.

Nel primo trimestre di quest’anno il tasso di disoccupazione in Toscana è salito al 9,7%, vale a dire un punto in più in un solo anno, oltre 161mila disoccupati, mentre le ore di Cassa integrazione sono cresciute del 39%. C’è vera consapevolezza della gravità del momento e come affronta una crisi economica senza precedenti nel dopoguerra il suo governo regionale? 

La crisi morde e produce sofferenza. Ma vedo anche una Toscana che reagisce, determinata a superare le difficoltà con energia e ingegno. E questo mi dà fiducia. In Toscana il livello di disoccupazione è aumentato ma è minore che in altre regioni italiane. L’export continua a tirare. Abbiamo le forze necessarie, istituzionali, di impresa e di lavoro, per riprendere la crescita. A fine luglio abbiamo adottato un pacchetto anticrisi con misure per sostenere famiglie e lavoratori in difficoltà ed abbiamo già attive una serie di interventi per l’accesso al credito delle imprese, per la nascita di nuove realtà imprenditoriali – in particolare di giovani e donne – o per incentivare attraverso agevolazioni fiscali le imprese che assumono. Inoltre, siamo da tempo in prima linea nella lotta alla disoccupazione giovanile col progetto «GiovaniSi», che ha coinvolto più di 50.000 ragazzi con tirocini e praticantati retribuiti. Insomma: stiamo affrontando questo momento di crisi mettendo in campo risorse e progetti per aiutare chi è stato duramente colpito dalla recessione.

La Toscana credo si sia distinta per le politiche di welfare. Le reti di protezione create nei tempi andati sono state efficienti e invidiate. Ma i danni causati dalle politiche liberiste e dei tagli lineari certo minacciano tale modello. Cosa fa il suo governo per non rinunciare alle politiche sociali? 

Abbiamo approvato una serie di misure, “Toscana solidale”, partite nel mese di novembre. Abbiamo messo a disposizione 36 milioni per aiutare le famiglie in difficoltà, quelle con più di 4 figli; le famiglie con disabili, quelle che mettono al mondo un nuovo bambino; i disoccupati; gli esodati e i cassaintegrati. Cinque milioni sono stati destinati alle iniziative di microcredito a favore di persone in situazioni di fragilità socio-economica. Un milione e mezzo di euro per costituire un fondo da utilizzare per il rilascio di garanzie per la concessione di un mutuo immobiliare per le famiglie che non riescono ad ottenere il credito bancario. Il pacchetto contiene anche il contributo – 700 euro mensili – per i nuclei familiari con un figlio disabile.

La Toscana viene considerata una delle regioni italiane con i migliori servizi sanitari. Ma adesso la crisi e i tagli indiscriminati mettono in difficoltà il sistema. E’ vero che le mancanze negli organici delle strutture sanitarie non vengono più coperte? Perché non si pensa di sanare il precariato? Può rassicurare gli operatori del settore e i cittadini che nella Toscana verrà difesa la sanità pubblica? 

Io sono per una sanità pubblica, di qualità, che curi tutti i cittadini nello stesso modo. La nostra Regione ha le leggi più avanzate del Paese nella parità di trattamento. La sanità toscana è sana, i bilanci certificati, in pareggio, con prestazioni giudicate “eccellenti” dal Piano Nazionale Esiti dell’AGENAS. Abbiamo alcune eccellenze ospedaliere di livello nazionale, penso all’Ospedale Pediatrico Meyer, al reparto di Oncologia di Cisanello, Pisa. Posso affermare con orgoglio che la Toscana è una tra le regioni italiane che hanno il minor numero di contratti flessibili nel SSN (2.44%) e faremo di tutto per abbassare ancora questa percentuale, tramite concorsi per le assunzioni e l’attuazione di interventi contro il precariato.

La cultura dovrebbe essere baciata dal principe illuminato e invece rimane sempre Cenerentola. Nella regione che vide il mecenatismo dei Signori favorire la stagione aurea del Rinascimento, non Le pare che ancora dovrebbe accendere la luce per una nuova rinascita?

Lavoriamo affinché la nostra storia artistica e culturale sia un incentivo a favorire la rinascita di cui parla. Abbiamo incentivato gli investimenti sulla cultura con una legge regionale che prevede agevolazioni fiscali su Irap e Irpef per chi effettua donazioni a favore di iniziative culturali e di progetti di valorizzazione del patrimonio paesaggistico e culturale. Anche i privati possono contribuire per mantenere e valorizzare l’enorme patrimonio artistico e culturale che è la vera ricchezza del nostro Paese.

Verrà realizzato l’ampliamento dell’aeroporto di Peretola nonostante le proteste di amministrazioni comunali e cittadini? 

L’ho promesso fino dalla campagna elettorale, l’ho sempre ribadito e lo ripeto ora: voglio fare della Toscana il terzo polo aeroportuale d’Italia, con gli scali di Firenze e Pisa che agiscono in maniera coordinata, rispondendo ad esigenze e “vocazioni” diverse: piccolo city airport nel capoluogo, con collegamenti nazionali e per le principali destinazioni europee, e scalo dedicato principalmente ai voli intercontinentali e alle compagnie low cost a Pisa. Per quanto riguarda la messa insicurezza e l’ampliamento di Peretola, la Giunta ha già approvato la variante che adesso è in Consiglio Regionale per il via definitivo. Insieme alla nuova pista, che sarà di 2000 metri, il piano prevede anche la strutturazione del parco agricolo della Piana, che salvaguarda le aree verdi e quelle umide e rilancia la produzione agricola.

Censurando la misera proposta, poi rientrata, di svendita del demanio pubblico, Lei ha invitato il Pd a rialzare la testa. Ma, in verità, non c’è prima da chiedersi cosa sia e cosa voglia essere? 

Credo che il PD debba essere il partito che guarda il mondo dalla prospettiva dei deboli e degli sfruttati, di quelli che sono stati colpiti dalla crisi, dei lavoratori onesti che hanno fiducia nel futuro e vogliono vivere in un paese con meno disuguaglianza. Un partito di sinistra che non si vergogni delle sue radici popolari ma che guarda al futuro sapendo da dove viene. La vulgata contemporanea vuole che destra e sinistra siano concetti superati e che la distinzione del mondo in base a queste categorie non ha più valore. La risposta migliore la fornisce ancora Norberto Bobbio: “Mi sono sempre considerato un uomo di sinistra… La ragione fondamentale… è sempre stato il disagio di fronte allo spettacolo delle enormi diseguaglianze, tanto sproporzionate quanto ingiustificate, tra ricchi e poveri, tra chi sta in alto e chi sta in basso nella scala sociale, tra chi possiede potere, vale a dire la capacità di determinare il comportamento altrui, sia nella sfera economica sia in quella politica e ideologica, e chi non lo ha… Si capisce che per cogliere il senso di questo grandioso movimento storico, occorre alzare la testa dalle schermaglie quotidiane e guardare più in alto e più lontano.”

Dipendenti più ricchi mediamente di 200 euro dei datori di lavoro, manager  pubblici, a fronte di un debito pubblico insopportabile, con stipendi sopra la media Ocse, talvolta di tre volte superiori a quelli dei colleghi europei. L’opera di moralizzazione diviene dovere primario da parte di chi ha incarichi pubblici. Mi può dire qual è il suo impegno in tal senso, come Governatore della Toscana? 

Personalmente sono il presidente di Regione meno pagato d’Italia, non ho la Jaguar e viaggio su una Punto a metano, in treno sulla Standard e in aereo in economy o low cost. Così gli assessori regionali. Abbiamo diminuito del 60% le spese per le missioni di giunta e personale. Dal 2010 abbiamo ridotto il numero dei consiglieri da 65 a 55 e quello degli assessori da 14 a 10, dal 2015 i consiglieri saranno 40 e gli assessori 8. Infine, lotta dura all’evasione fiscale: nel 2012 recuperati dall’Irap13 milioni solo nel primo trimestre, il + 74% rispetto al 2011. 

Come vede il futuro, Presidente Rossi: recupererà la politica l’attenzione dei cittadini o continuerà a parer loro l’inutile farsa di decisioni prese altrove? 

Io faccio politica per passione. C’è chi dice che ce ne metto addirittura troppa, ma per me la politica è prima di tutto servizio alla comunità. È vero: ci sono politici disonesti, ci sono privilegi francamente insopportabili e per quello che mi riguarda cerco di fare il possibile per portare avanti il mio impegno con sobrietà e serietà. Nonostante tutto io credo che la politica sia una cosa bella e utile e, se riuscissimo a far prevalere questa impostazione, sono sicuro che i cittadini, che sono i nostri primi “datori di lavoro”, tornerebbero ad apprezzare e ad appassionarsi.

Fulvio Turtulici

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