Pubblicato: sab, 16 Nov , 2013

Incendiata sede assessorato a Gela, Rosario Crocetta: «Un attacco alla legalità»

Bersaglio dell’attacco, il dipartimento che negli ultimi anni è stato al centro di una battaglia per la gestione degli appalti contro società della mafia

 

crocetta

Rosario Crocetta

Un attentato incendiario è stato compiuto nella notte tra giovedì e venerdì a Gela (prov. di Caltanissetta) contro l’Assessorato comunale ai Lavori Pubblici, la cui sede si trova in via Marsala, nel quartiere “Fondo Ventura”, a nord del centro storico della città. I malviventi si sono arrampicati fino al secondo piano e hanno forzato la finestra dell’ufficio dell’assessore, Carmelo Casano, esponente del Pd e del movimento Il Megafono, nonché stretto collaboratore del presidente della Regione, Rosario Crocetta. Hanno quindi accatastato nel corridoio computer, fotocopiatrici e documenti vari e vi hanno dato fuoco. Incendiato anche l’archivio dell’assessorato e l’ufficio protocollo. Le fiamme sono state domate dai vigili del fuoco chiamati dai vicini. Sul posto è intervenuta la polizia che ha sequestrato la registrazione del sistema di video sorveglianza dell’edificio.

Non si esclude alcuna pista: si va dal possibile gesto di un disoccupato deluso e disperato all’ipotetico messaggio più sofisticato di qualche gruppo criminale. Visibilmente turbato l’assessore Casano, che negli ultimi mesi ha avviato numerosi cantieri per la riqualificazione urbana, bloccando quelle imprese che non erano in grado di produrre la necessaria informativa antimafia. Alcuni appalti sono stati revocati e assegnati ad altre aziende. Casano, inoltre, era stato già in passato oggetto di numerosi attacchi. Tra questi, una lettera anonima in cui lo si minacciava di morte, all’indomani del suo insediamento, nell’aprile 2011.

Parole di condanna sono immediatamente giunte dal governatore Crocetta: «Apprendo con dolore dell’incendio di notevoli dimensioni, tale da rendere inagibili i locali, che “sarebbe accaduto” all’interno del dipartimento Lavori Pubblici del Comune di Gela. Un dipartimento che negli ultimi anni è stato al centro di una battaglia per la gestione degli appalti contro società della mafia».

«Sono stati anni di monitoraggio – ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia – di attento controllo delle procedure, di revoche a soggetti vicini alla mafia, anni in cui altri episodi di incendi vi sono stati. Stavolta il lavoro è stato più “certosino”, distruggendo non solo progetti che dovevano andare in appalto, ma cercando di cancellare la memoria dei decenni passati: una memoria molto pericolosa per quanti nel passato avrebbero potuto compiere atti da cancellare. La giustizia non fa mai sconti a nessuno, alla fine prevale sempre, chi ha fatto una gestione allegra delle risorse pubbliche non pensi di cavarsela e soprattutto la mafia e il malaffare non pensino che a Gela si possa tornare indietro così facilmente. C’è grande attenzione da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della magistratura, che supporteranno l’azione di legalità. La mia solidarietà ai cittadini, al Comune, al sindaco Fasulo, all’assessore Casano e all’intera giunta, al direttore del dipartimento, Costa, con la consapevolezza che oggi continua il lavoro già intrapreso e che l’azione civile di crescita e sviluppo della città sarà intensificata».

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