Pubblicato: ven, 22 Feb , 2013

Il fotografo “tuttofare” di villa Trabia, indaga la Procura

La Procura della Repubblica ha, su segnalazione del Comune, aperto un’inchiesta sul fotografo di villa Trabia che chiedeva soldi in cambio di servizi extra non autorizzati

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di Ornella D’Anna

Villa Trabia, sede di rappresentanza del Comune di Palermo da marzo, non sarà più il luogo dove si celebreranno i matrimoni civili. Le funzioni si svolgeranno all’interno dell’ex Fonderia Oretea alla Cala e dell’ex chiesa di San Mattia al Noviziato dei Crociferi.

La Procura della Repubblica, ha infatti, su segnalazione del Comune, aperto un’inchiesta sul fotografo di villa Trabia che chiedeva soldi in cambio di servizi extra non autorizzati.

Il provvedimento di trasferimento delle funzioni, che entrerà in vigore dal primo marzo, è stato previsto proprio per rispondere alle numerose lamentele provenienti dagli sposini che, optando per il rito civile, si trovavano a organizzare la propria cerimonia in una delle ville storiche della città e ad essere soggetti a pressioni, da parte dell’indagato che, con modalità poco ortodosse suggeriva di “affidarsi” ai suoi consigli, perché il giorno più bello, fosse indimenticabile, i suggerimenti però, spesso non richiesti, prevedevano dei costi extra. 300 euro per avere le poltroncine più belle, in alcuni casi, per organizzare anche un rinfresco all’interno della villa: circostanza che sarà oggetto anche di indagini interne a Palazzo delle Aquile per capire anche se vi siano responsabilità di qualche dirigente nel concedere, con eccessiva leggerezza, i dovuti permessi. Queste le richieste del tuttofare, che con disinvoltura si muoveva all’interno della struttura comunale pur non essendo un dipendente di piazza Pretoria. E così, sotto le continue proteste dei malcapitati sposini, il Comune ha da subito affisso un cartello fuori dalla villa, per ricordare che “i matrimoni sono gratuiti e nessuno è autorizzato a organizzare attività extra”, e poi ha inviato una nota alla Procura della Repubblica che ieri ha aperto l’inchiesta cominciando anche a prendere contatti con i vertici della burocrazia comunale. Piazza Pretoria, dal canto suo, ha disposto anche il trasferimento in via precauzionale di alcuni custodi e disposto, su indicazione dell’assessore Giusto Catania, il cambio di sede preferendo l’ex fonderia Oretea, rimessa a nuovo per l’occasione.

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