Pubblicato: mar, 8 Ott , 2013

I venti interni al PD bloccano la Sicilia

Sale la tensione tra il segretario regionale Lupo e il governatore Crocetta

 

Rosario Crocetta

Rosario Crocetta

Il Partito Democratico sembra non riuscire a trovare un equilibrio né a livello nazionale né a livello regionale. In Sicilia è in atto una frattura tra il governatore Crocetta e il segretario regionale Giuseppe Lupo che, ad essere ottimisti, difficilmente verrà sanata. Il PD può vantare una serie di correnti, spifferi e brezze che farebbero la felicità di chiunque si trovi al timone di un veliero, ma che possono diventare controproducenti se ci si ritrova a governare una nave, chiamata Italia, così malridotta da non potersi più permettere il lusso di navigare a vista. Il PD siciliano per non essere da meno, si spacca sulla posizione di Crocetta, eletto governatore nelle liste del Partito Democratico e fondatore poco dopo la sua elezione del “Il Megafono”, partito che alle ultime politiche si è presentato all’interno della coalizione “Italia. Bene Comune” a sostegno di Bersani. La tensione tra la segreteria regionale e il governatore Crocetta è culminata negli giorni scorsi con il ritiro dell’appoggio da parte dei democratici all’ex sindaco di Gela e la richiesta di dimissioni dei quattro assessori in quota PD da parte del segretario Lupo. Un duro colpo per Crocetta che sin dalla sua elezione deve fare i conti con una maggioranza risicata e per la quale il sostegno del Partito Democratico risulta fondamentale in mancanza di un’alternativa che al momento non si scorge all’orizzonte.

Alla richiesta di dimissioni avanzata da Lupo, finora hanno risposto all’appello soltanto Nino Bartolotta e Luca Bianchi, mentre Nelli Scilabra e Mariella Lo Bello si sono dette non intenzionate a lasciare l’incarico, rimanendo fedeli più al governatore che al partito di cui fanno parte. Ufficialmente il “caso Megafono”sarà messo al vaglio dalla commissione di garanzia convocata per mercoledì, ma non è da escludere che durante la direzione regionale del Partito Democratico,che si sta svolgendo questo pomeriggio all’Hotel delle Palme di Palermo, il tema venga già affrontato alla presenza degli assessori Scilabra e Lo Bello, mentre il Crocetta ha fatto sapere che non sarà presente perché impegnato a Roma.

Un segno forte, una mossa che acuisce la tensione e che allontana la possibilità di un’auspicabile riconciliazione tra le due parti per il bene della Sicilia. In attesa della prossima mossa, il governo regionale si riscopre fragile, in balia dei mille venti che spirano all’interno del Partito Democratico. Situazione ideale, per chi deve guidare un veliero, ma deleteria per una regione che ha bisogno di interventi rapidi e mirati.

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