Georgia: un altro luogo dimenticato dove la libertà del popolo viene oppressa.
Putin terrorizza il mondo come mai ha fatto neppure l’ Unione Sovietica. La Georgia è il primo “passo”.
– di: Natia Zazashvili –
La notizia è di qualche settimana fa e riguarda l’ennesimo spostamento del confine operata dai russi tra l’Ossetia e la Georgia. L’episodio rappresenta una nuova violazione della sovranità Georgiana, il cui territorio risulta fuori controllo, da parte di Tblisi, per circa il 20% in meno rispetto al totale, con il conseguente pericolo di una futura strisciante annessione.
L’ aggressione russa contro le Repubbliche dell’ ex Unione Sovietica (Ukraina e Georgia) rappresenta il tentativo di bloccare l’adesione di queste all’’Europa. che così facendo impedirebbero le mire espansionistiche di Mosca.
La crisi è dunque voluta e accresciuta, e per arginarla l’Unione europea dovrebbe accellerare l’opera di integrazione anche al fine di fermare le continue migrazioni dalle zone di conflitto.
Il governo Russo dopo l’occupazione (1883) divise la Gorgia in 3 parti : la Repubblica autonoma di Abkhazia, la Repubblica autonoma di Aciara e, a sud, l’Ossetia. Ciò al solo fine di dividere per meglio controllare (e governare). Dopo la riconquista dell’indipendenza da parte della Georgia, avvenuta nel 1991, la Russia continua però a diffondere dati e notizie false che raccontano di queste Repubbliche (Abkhazia e Ossetia) come territori da sempre russi.
Per quanto riguarda il territorio e la sua difesa, la Repubblica di Aciara è stata mantenuta libera dal Presidente Mikheil Saakashvili, mentre la difesa del’ Abkhazia e dell’Ossetia è stata più difficle perchè zone di confine e di “montagna”.
Del resto le famiglie che abitano in queste terre sono costruite sui rapporti storici e familiari di russi e georgiani (Ossetini e Abkhazi) che durante 200 anni hanno costruito solidi rapporti familiari, integrandosi tra loro. Non sono dunque I Popoli a volere la guerra e le divisioni, ma è il Governo Russo che non vuole questa integrazione pacifica e soprattutto, per questioni di interesse, non vuole tenere conto della stanchezza della gente per un conflitto che dura da 26 anni e che continua a provocare migrazione e morti.
La Georgia è una terra ricca con risorse che vanno dall’agricoltura al petrolio. Terre nelle quali può crescere qualsiasi cosa ( molti prodotti venduti in Europa come russi nella realtà erano georgiani) dove il turismo può essere sviluppato ed abbondano i giacimenti di prodotti energetici e minerari.
E’ questa la ragione della mancata ricerca della pace da parte della Russia.
Neppure le manifestazioni pacifiche sono servite a far cessare le azioni di disturbo. Nel 1989 in Tblisi entrò l’Armata russa, nel 1991 fece ingresso in Ossetia e nel 1993 in Abkhazia. Nel 2008 ci fu un grande bombardamento dell’Ossetia con ospedali ed abitazioni a fuoco , con bambini e donne lasciate a morire nei campi.
Ma se questa è la guerra che si vede e che può essere testimoniata, ne esiste un’altra peggiore che I Georgiani vivono quotidianamente sulla loro pelle ed è quella del “terrorismo”strisciante contro la popolazione inerme.
I Russi non hanno nessuna regola. Entrano nelle abitazioni e minacciano, violentano rubano.
In questi anni centinaia di anziani sono spariti senza lasciare traccia .
Il 2007 è stato l’anno con più sparizioni- Molte persone, soprattutto anziane, uscivano per badare gli animali e coltivare i campi senza più tornare a casa.
Dopo le ricerche della polizia georgiana , solo qualcuno è stato ritrovato legato ad un albero nel bosco, più spesso nessuno veniva ritrovato.
L’obiettivo era , ed è, quello di liberare la Georgia dagli stessi Georgiani, anche con la paura, per impossessarsi delle loro terre.
Per far questo , qualche volta sono stati usati i “cecchini” e su questo posso dare anche una testimonianza diretta che riguarda la mia famiglia.
Nel 2008 nel mese di Maggio, mia cognata in gravidanza , recatasi a Qurtha . (Ossetia) per trovare i suoi genitori, venne fatta oggetto di un colpo di fucile sui piatti che lavava. Ricoverata all’Ospedale non è più voluta tornare in quella casa.
E’ anche così che si diffonde il terrore.
Lo stesso Presidente della Georgia ha denunciato questi fatti arrivando a minacciare con il piccolo esercito la Russia al fine di muovere su questi punti l’opinione pubblica.
Oggi la Georgia è il “poligono di tiro” e “la zona “ di addestramento dei militari russi per invadere l’Ukraina, domani la Georgia rischia di divenire territorio russo. Basterà girare le armi spostandole di poco.