Pubblicato: sab, 29 Dic , 2012

Fuori campo. Mostra tra immagini e parole

Esposti a palazzo Steri gli scatti di Gabriele Gravagna, filmmaker palermitano, commentati da otto scrittori legati al mondo del cinema e a Palermo.

 

NEWS_87065di Piera Farinella Mescola immagini, testi, ricordi ed emozioni la mostra di Gabriele Gravagna “Fuoricampo”, curata da Alessandro Pinto e Manrica Rotili, che dal 28 dicembre al 6 gennaio sarà a disposizione dei visitatori a Palazzo Steri, nella sala delle Verifiche. Si tratta di otto fotogrammi scelti dal giovane Gabriele, videommaker palermitano per la prima volta nelle vesti da fotografo, ognuno dei quali accompagnati da un testo che interpreta e completa quanto descritto visivamente. Nel corso della presentazione che si è tenuta il 28 dicembre presso la Chiesa di Sant’Antonio Abate nel complesso di Palazzo Steri è stato spiegato l’intento di questo progetto, nato due anni fa e dedicato ad Andrea Di Marco, giovare artista palermitano. L’idea è di trasformare e disaminare la cinematografia e di utilizzare da un lato l’immagine, che è fonte necessaria della grammatica cinematografia e poi il testo, un testo che ha la funzione di fuoricampo, che esprime in qualche modo la tensione che si crea tra quello che si vede, l’immagine proiettata, e quello che lo spettatore immagina avvenga fuori dalla scena, quindi nel fuoricampo. Il contesto di partenza è quello della cinematografia e i fotogrammi sono stati trasformati per una sorta di suggerimento alla fruizione del cinema, alla fruizione dell’immagine in generale, perché, come spiega Alessandro Pinto, “è l’immagine che spinge lo spettatore verso una di produzione di piani ipotetici di spiegazione di quello che accade nell’extra scenico, non nel campo. Quello che vogliono offrire gli autori, quindi, sono solo delle ipotesi di interpretazione date dalla commistione di due linguaggi, quello visivo e quello narrativo, che si spiegano a vicenda. L’immagine torna al testo e il testo all’immagine, secondo un continuo gioco di rimbalzi.” Sono autori che Gabriele ha conosciuto durante il proprio percorso lavorativo, accomunati dalla passione per il cinema e per Palermo, che oltre a curare i testi hanno assegnato un titolo a ciascuna immagine fotografica: “La mosca e il gorilla” di Maximilien Gobiet (fonico di presa diretta per cinema e film documentari) , “Filari in disarmo” di Piergiorgio di Cara (dirige il Reparto Prevenzione Crimine Sicilia Occidentale, appassionato di letteratura, scrittore e ha elaborato diversi progetti di fiction, docufiction e sitcom) , “Quartaparete” di Clelio Benevento (montatore per il cinema) , “Eccoci” di Giacomo Frignani (regista televisivo); “Una bella coppia” di Claudio Canepari; “Dal profondo Sud” di Paolo Santolini  (regista di documentari per cinema e televisione) ; “Gradini” di Marco Valerio Bonazzi (consulente storico per documentari e insegnante di italiano per stranieri a Palermo) , “Pink Floyd- Atom Heart Mother” di Massimo Provenza (Direttore Amministrativo della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana e scrittore). E’ stato proprio Gabriele, lontano da Palermo da 7 anni, che ha voluto fortemente che questo progetto prendesse piede nella sua città natale. La necessità era quella di spiegare l’immagine dato che, come lo stesso afferma, “un’immagine si sottopone a mille fruizioni. Essa è l’unità base del racconto e tutte le volte che mi sono portato dietro una telecamera per un’inquadratura ho pensato che quell’immagine potesse essere attribuita a tantissime situazioni. Fuoricampo offre otto voci diverse che contengono in qualche modo un’emozione e lo spettatore stesso è una voce fuoricampo e ha dentro di se una voce fuoricampo.” La mostra è stata realizzata grazie alla collaborazione con Temporary Museum, un progetto che da quattro anni si propone di utilizzare nuovi spazi inizialmente non deputati all’arte o all’esposizione, che vengono trasformati in luoghi accoglienti da aprire al pubblico, come nel caso della Sala delle Verifiche di Palazzo Steri. Alla presentazione hanno partecipato, oltre all’artista, anche Marco Valerio Bonazzi, Piergiorgio Di Cara e Massimo Provenza, tre degli autori dei testi, che hanno letto i propri brani. Subito dopo, alle ore 19, presso la Sala delle Verifiche di Palazzo Chiaramonte-Steri, sono state aperte le porte ai visitatori. La mostra sarà aperta da lunedì al sabato, dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 17 alle ore 20.

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