Pubblicato: gio, 31 Mar , 2016

Fulvio Turtulici, scrittore e collaboratore di Rete 100 passi, il suo ultimo libro.

Incontriamo Fulvio Turtulici, autore del libro libro “La fantastica storia del borgo chiamato Crueza de mà e della città di Nod” edito da Florence art edizioni.

Fulvio, nato a Siracusa e residente a Bucine, non è alla sua prima esperienza da scrittore. Il suo ultimo racconto “Storia di strada, d’amore e di resistenza “pubblicato nel 2011, ha vinto il premio Tagete per la narrativa. Fulvio collabora con la redazione di Rete 100 passi ed è il fondatore della neonata “Radio 100 passi community Valdarno“.

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Benvenuto Fulvio, raccontaci del tuo ultimo libro?  La grande risorsa della fantasia è di poter ricreare un luogo che non appartiene alle brutture del tempo. E’ tale la natura di Creuza de mà, il borgo in cui abita Giuseppe, il protagonista del romanzo, insieme ai suoi quattro amici inseparabili. Ma anche le vicende fantastiche sono ad ogni passo sfiorate dalla cronaca più cruda. E’ ciò che avviene nel mio racconto. E vi è un evento che sconvolge la quiete del borgo: il naufragio di una nave; ma in realtà qualcosa di più, tramutato nel racconto fantastico in una città galleggiante, il prodotto enorme della vanità umana. Anche i luoghi che sembrerebbero  esclusi in verità ne sono raggiunti, come le polveri degli inquinamenti che si depositano pure sui più alti laghi di montagna. E da lì muoveranno  vicende umane sovente dolorose e tristi  , ma in conclusione, anche nella tetraggine della metropoli di Nod  eccesso dell’avidità cieca,  l’emergere del valore alto della vita.

In che genere letterario lo collocheresti e a quali lettori ti rivolgi in particolare? Mi rivolgo a tutti;  tutti quelli a cui piace la lettura e interrogarsi sul  perché delle cose, sulle cause di un vivere quotidiano che non ci soddisfa, ci preoccupa. Non amo collocare i libri in generi: se sono belli, a mio avviso sfuggono a catalogazioni. Si tratta di vedere se il mio sia bello. Ma questo tocca a voi giudicarlo.

Da buon siciliano, il mare è lo scenario principale di questo racconto che hai deciso di ambientare in Liguria. Hai qualche legame con questa terra? La città di Nod è pura invenzione. Creuza de mà, invece, come tu dici, ha un preciso riferimento geografico, anche se liberamente narrato. Si tratta delle Cinque Terre: luogo che amo e nel quale, con mia moglie, talora fuggiamo. Ahimè, meno volte di quanto vorremmo.

Nel tuo libro vengono toccati molti temi di attualità come il naufragio di una città galleggiante simbolo del consumismo eccessivo, il rispetto per le donne, l’industrializzazione e il ruolo dei giornalisti. Che messaggio vuoi dare? Racconto il degrado ambientale ed anche umano dovuto all’avidità, all’egoismo, al cinismo e alla presunzione sciocca della continua, perenne crescita, imperativo categorico del modello di sviluppo unico, che invece è smentito dalle stesse leggi di natura, quelle che solo per pura follia si può pensare di poter valicare, tanto che sempre più violentemente ci si ritorcono contro: nubifragi,ecc. Ma anche, come ho detto, la bellezza della vita, quando viverla compiutamente è considerato l’unico bene, e dunque il rispetto che essa merita.

Anche la religione è  molto presente nella storia. Che rapporto hai con questo tema? Nietzsche ha detto che Dio è morto. Credo verrebbe a mancare l’uomo senza la ricerca di un fine ultimo e di un senso all’esistere. Quello che è morto, oggi che i progressi della scienza permettono di captare segnali che ci giungono da pianeti distanti 6 miliardi di anni luce, è il Dio padre maschio e con la barba bianca, inadeguato, che cammina nel suo giardino controllando l’albero delle mele mentre il serpente diabolico parla; e stanno in piedi ma agonizzano le Chiese degli infallibili e dei riesumati crociati sanguinari, adesso di altra religione, ma anche di altri secoli.

Poche figure femminili ma tanti uomini. Il  personaggio principale infatti è  Giuseppe, un uomo saggio, con la passione per la pittura e amante del mare. Ti sei ispirato a qualcuno che conosci per descrivere i suoi pensieri e le sue vicende? Poche donne, ma importanti. Alla fine del romanzo, quando Giuseppe, persona che ha finalmente raggiunto libertà di coscienza, ritorna  a dipingere, perché sente di poter raffigurare l’energia vitale, l’immagine che emerge dal mare, forse primo protagonista del libro, è un’immagine di carne e di luce che ricorda le fattezze di tutte le donne da Giuseppe incontrate e conosciute. Mare-donna-vita. No, non mi pare che Giuseppe assomigli a qualcuno in particolare che ho conosciuto. Ho un amico pittore, la cui principale fonte di ispirazione è il mare; ma per il resto non mi sembra che assomigli a Giuseppe.

Il tuo lavoro principale non è quello dello scrittore. cheTurtulici - Creuza (min 300) cosa ti ha spinto a raccontare storie? Scrivo per “100 passi Journal”, faccio parte di Libera e sono il fondatore della community Valdarno di Radio 100 passi. Dunque,  la comunicazione è parte delle mie attività. E credo che la narrativa, quando sia d’impegno, contribuisca a creare conoscenza e coscienza.

Dove è possibile trovare il tuo romanzo? Può essere ordinato in tutte le librerie on-line, prenotato nelle librerie vicine ai lettori in tutta Italia o richiesto direttamente alla Casa editrice al sito “www.florenceartedizioni.com”

Hai già in mente una storia per il prossimo libro? No, non so neanche se e quando sarà il prossimo libro. Non scrivo molto. Penso si debba pubblicare quando si ritiene, in buona coscienza, di aver qualcosa di valido: per rispetto del lettore.

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