Pubblicato: lun, 26 Mag , 2014

Europee, verso le larghe intese europee

Boom degli euroscettici, PPE primo partito ma sarà necessario trattare con il PSE per avere la maggioranza

 

EuroparlamentoAldilà del netto risultato italiano, la tornata elettorale europea consegna un Europarlamento senza una maggioranza e si profila una grosse koalition continentale. Frastagliato anche il panorama delle future opposizioni al blocco PPE-PSE (e forse anche i liberali di ALDE), a parte i Verdi che con 55 seggi diventano la quarta forza, su opposte posizioni si trovano la sinistra di GUE/NGL con 43 seggi e i conservatori dell’ECR con 44 deputati. 36 deputati, infine, per EFD, forti soprattutto del risultato britannico dell’UKIP e della Lega in Italia.

Vera incognita sono i 105 deputati che, al momento, non fanno riferimento a nessun partito europeo. A questo grande “gruppo misto” appartengono solo forze euroscettiche ma estremamente eterogenee e che hanno annunciato di non voler far gruppo unitario, tra questi vanno ricordati il Movimento 5 stelle, il Front National di Marine Le Pen (primo partito in Francia), gli euroscettici tedeschi di Alternative für Deutschland.

Partito di maggioranza relativa è, con 212 seggi, il PPE che con il candidato Juncker ha già rivendicato la vittoria e il diritto di guidare la prossima Commissione Europea. Per aver la maggioranza in Parlamento sarà però necessario fare un accordo con il PSE e i suoi 186 seggi e, onde evitare le sabbie mobili di una maggioranza risicata, anche con i liberali di ALDE. Non è escluso a questo punto che a guidare la Commissione venga chiamato, dal Consiglio Europeo, un’altra personalità che riesca a mettere d’accordo liberali, popolari e socialisti.

Il boom degli euroscettici, ammesso che poi questi facciano fronte comune, imporrà sicuramente un cambio di direzione all’attuale governance europea, soprattutto per il dato politico più che per il vero ruolo che avrà il Parlamento Europeo. Ruolo che invece sarà determinante per la ratifica dei nuovi trattati, specie quello in via di definizione per l’area di libero scambio con gli Stati Uniti, sono molti i futuri deputati, non solo tra gli euroscettici, che si sono espressi contrari a questo e quindi è probabile che il nuovo Europarlamento possa far ripartire le trattative che erano arrivate a buon punto.

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