Pubblicato: gio, 24 Apr , 2014

Ennesimo avvertimento in odor di mafia contro Giulio Cavalli

Gli hackerano il sito perché aveva denunciato possibili infiltrazioni criminali nelle processioni pasquali

giulio-cavalli-sito-down-1-638x425«Qualche vigliacco ha buttato giù il mio sito invitandomi al silenzio. Bravi, eh. Ora ripristiniamo. E denunciamo». Con queste parole, pubblicate sui propri profili Facebook e Twitter, a fare da didascalia all’immagine qui a fianco, dove si legge in inglese l’inquietante avvertimento “Il silenzio è d’oro”, Giulio Cavalli ha annunciato di aver immediatamente allertato le autorità competenti dopo esser rimasto vittima di un attacco hacker.

Scrittore e attore da sempre impegnato in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata, tanto da esser stato già in passato più volte minacciato di morte, Cavalli aveva parlato qualche giorno fa di possibili infiltrazioni mafiose all’interno delle processioni religiose di Pasqua. In particolare, aveva denunciato l’organizzazione della via Crucis a Mazara del Vallo da parte di Vita Agate, nipote del boss Mariano, uomo di fiducia di Totò Riina deceduto un anno fa in carcere, dove scontava l’ergastolo in seguito alle condanne riportate per la strage di Capaci e per sette omicidi, tra cui quelli del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto. Anche uno sponsor della manifestazione per le vie del paese non era da meno: la ditta di carburanti e lubrificanti “Pinta Zottolo Spa” fa capo, infatti, anche all’ex sindaco di Mazara Ignazio Giacalone (Dc), già noto alle cronache giudiziarie della cittadina trapanese. Poco più di una settimana dopo, Cavalli riporta sempre sul suo sito una notizia battuta dall’Ansa, riguardante la decisione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Vibo Valentia, d’intesa con la Diocesi di Mileto, di commissariare le processioni dell’Affruntata di Stefanaconi e Sant’Onofrio, nel Vibonese, che si svolgono la mattina della domenica di Pasqua. La decisione era stata presa proprio per evitare che personaggi legati alla ‘Ndrangheta si potessero in qualche modo infiltrare nei due eventi di carattere religioso, alla luce della segnalazione giunta al prefetto di Vibo Valentia Giovanni Bruno, circa la presenza di uno ‘ndranghetista tra i portatori di statue. Paradossalmente, la popolazione si era ribellata, finendo per annullare la consueta processione e optando per la sola messa di Pasqua.

Non si esclude che sia stata proprio la decisione del Comitato, con conseguente segnalazione da parte di Giulio Cavalli e successivo annullamento, ad aver scatenato l’hackeraggio contro il sito dell’artista milanese, prontamente – e fortunatamente – tornato online nel giro di qualche ora.

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