Pubblicato: mar, 14 Gen , 2014

Donare per curare, il primo Rapporto sulla povertà sanitaria

 I numeri nel primo Rapporto sulla povertà sanitaria della Fondazione Banco farmaceutico dicono che nel 2013, 680 mila persone hanno chiesto aiuto agli enti caritativi per curarsi, il 57% erano italiani

 

povertà sanitariaLa crisi morde e mette in discussione gli stili di vita. Diminuiscono i consumi delle famiglie che riducono la spesa alimentare, quella per l’abbigliamento e, sempre più spesso, quella sanitaria. Meno cibo, meno vestiti, meno medicine. Poiché il numero dei poveri assoluti, in cinque anni, dal 2007 al 2012, è aumentato del 60% arrivando a contare 4 milioni e 800 mila persone, quello che per le cronache è un problema economico rischia di trasformarsi anche in una questione di salute.

E’ quanto emerge dal primo Rapporto sulla povertà sanitaria e sulla donazione dei farmaci, “Donare per curare”, promosso dalla Fondazione Banco farmaceutico e presentato questa mattina a Roma. Lo studio è stato curato dall’Osservatorio nazionale sulla Donazione dei farmaci, composto da ricercatori dell’Università Cattolica e dell’Università statale di Milano, che hanno incrociato una serie di dati: quelli forniti da fonti statistiche ufficiali, quelli delle Giornate annuali per la raccolta del farmaco, quelli delle donazioni fatte dalle aziende di settore e le informazioni dei sistemi di monitoraggio degli oltre 1.500 enti caritativi della rete del Banco farmaceutico.

Negli ultimi anni, è aumentato il numero degli italiani che, per curarsi, si sono rivolti agli enti caritativi chiedendo aiuto: 680 mila persone nel 2013, il 57% delle quali italiane, scrivono nel Rapporto i ricercatori.

Le famiglie in Italia spendono, in media, il 3,7% del loro budget in sanità, cioè 92,45 euro al mese, destinando 44 euro ai farmaci. Quelle povere, invece, per le spese sanitarie utilizzano il 2% del bilancio familiare, cioè 16,34 euro, di questi 12,50 euro sono per l’acquisto di medicine.

Il diritto alla salute è un diritto incomprimibile. Eppure, viene sacrificato dalla parte più fragile della società, proprio lì dove si registra un aumento delle malattie, connesse a stili di vita e a rischi ambientali. La lista degli svantaggiati è lunga: immigrati, rifugiati, anziani con pensioni minime, adulti che hanno perso lavoro, famiglie numerose, ma anche giovani. Tutti cittadini sul piano costituzionale, ricorda don Francesco Soddu, direttore della Caritas, “tuttavia cittadini dimezzati sul piano politico e della salute”.

Nei primi nove mesi del 2012, spiega Giancarlo Rovati, professore di Sociologia generale che ha coordinato i ricercatori dell’Osservatorio, la spesa farmaceutica complessiva in Italia è stata pari a 15 milioni circa, di cui 9 milioni e duecento mila euro a carico del sistema pubblico per una spesa pro capite di 17 euro. Solo il 61% è stato, cioè, a carico del Servizio sanitario nazionale, mentre il restante 38,5% è stato pagato dalle famiglie che hanno sborsato 5 milioni e 700 mila euro. Una contrazione del contributo da parte dello Stato che ha costretto sette famiglie su dieci a ridurre la propria spesa sanitaria.

Non tutti ce la fanno. “In farmacia – racconta Annarosa Racca, presidente di Federfarma – la crisi si vive direttamente. Spesso ci vengono chiesti medicinali alternativi e meno costosi, talvolta c’è chi rinuncia addirittura al farmaco”. Un’emergenza, quella della “povertà sanitaria – le fa eco Paolo Gradnik, presidente della Fondazione Banco farmaceutico – con la quale siamo costretti a fare i conti quotidianamente”.

Il Banco farmaceutico, pertanto, cerca di rispondere ai bisogni delle persone indigenti, approvvigionando gli enti territoriali di assistenza, attraverso tre canali: le Giornate per la raccolta del farmaco (GRF), durante le quali i cittadini possono offrire farmaci da automedicazione, le donazioni da parte delle aziende farmaceutiche, che possono donare anche farmaci con obbligo di prescrizione medica, il recupero di farmaci validi (cioè non scaduti).

In sette anni, tra il 2007 e il 2013, la percentuale dei farmaci donati ha registrato un aumento del 241%, in numeri assoluti, sono stati raccolti 1 milione 162 mila farmaci, il 23% durante le GRF e il 1.345% donati dalle aziende farmaceutiche. Nel 2013, in particolare, la Fondazione ha distribuito medicinali per un valore di 30 milioni di euro. A dati così incoraggianti, però, corrisponde la diminuzione della capacità di soddisfare le richieste di farmaci: ne è aumentato il bisogno.

La ricerca della Fondazione del Banco farmaceutico evidenzia un ulteriore dato. Lo sbilanciamento territoriale. Infatti, lo scorso anno, hanno aderito alla GRF 3.366 farmacie distribuite su tutto il territorio nazionale, eccezion fatta per il Molise. Il tasso di adesione è stato più consistente al Nord, la regione più attiva è stata la Lombardia. Le donazioni raccolte sono state utili a rispondere al bisogno di 1.506 organizzazioni caritative, diffuse per il 22% in Lombardia, per il 12,5% in Emilia Romagna, per l’11,4% in Piemonte e per l’8,8% in Veneto.

I presidenti di Assogenerici, Enricue Hausermann, di Assosalute, Stefano Brovelli, e il presidente delle Acli, Gianni Bottalico, hanno appoggiato l’iniziativa del Banco farmaceutico e convenuto sulla necessità di proseguire lungo del strada del lavoro di squadra, fatto di alleanze virtuose.

“La Fondazione, conclude Gradnik, stando all’attuale congiuntura economica, non chiede aiuti pubblici in termini monetari”, ma rivolge l’appello a Marcella Marletta, direttore generale del Ministero della Salute, e al senatore Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, affinchè diventi legge la proposta di rendere più semplice e fluido il transito dei farmaci lungo l’intera filiera della donazione, agevolando il canale privilegiato delle imprese che recupererebbero le eccedenze di produzione.

Trasformare in un bene sociale ciò che fino a oggi è stato uno spreco si potrà rispondere, ricorda don Soddu, all’invito di papa Francesco a trovare nuove strade per occuparsi creativamente e cooperare con efficacia affinchè i poveri vivano con dignità e a tutti sia garantita l’inclusione.
La Giornata per la raccolta del farmaco 2014 sarà organizzata il prossimo 8 febbraio.

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