Pubblicato: mar, 20 Mag , 2014

Credit Suisse ammette: evaso il fisco negli USA

Credit Suisse pagherà 2000 milioni di dollari al Dipartimento di giustizia, di cui un terzo andrà al fisco, 715 milioni  al New York State departement of Financial Services e 100 milioni alla Federal Reserve
Eric Holder, ministro della Giustizia USA

Eric Holder, ministro della Giustizia USA

Dopo una battaglia legale lunga un paio d’anni, Credit Suisse ha ammesso di aver aiutato alcuni clienti americani ad evadere le tasse. Un’ammissione di colpa come questa non avveniva da vent’anni.  Secondo l’accusa, l’istituto elvetico ha aiutato per decenni migliaia di facoltosi americani a depositare denaro in conti sotto falso nome. La super multa da 2,6 miliardi di dollari che il gruppo finanziario svizzero dovrà suddividere tra Dipartimeto di Giustizia,  la Federal Reserve e il dipartimento di Stato di New York per gli Affari economici, pone fine alla lunga disputa legale ma che soprattutto permette al gruppo finanziario svizzero di continuare a operare negli Stati Uniti evitando di perdere la licenza. Un particolare da non sottovalutare.

Il caso Credit Suisse si inserisce nel giro di vite voluto dall’amministrazione Obama sulle banche straniere sospettate di aiutare i cittadini americani ad evadere il fisco. «Questo caso mostra come nessuna istituzione finanziaria, qualunque sia la sua dimensione, è al di sopra della legge. Credit Suisse – ha detto il ministro della giustizia americano Eric Holder -ha cospirato per aiutare i cittadini americani a nascondere i propri attivi offshore al fine di evadere le tasse. Quando una banca è impegnata in una tale cattiva condotta, deve attendersi ci essere perseguita penalmente dal Dipartimento di giustizia».

Il caso Credit Suisse ha un precedente, che risale però a quasi vent’anni fa. Era il 1995 quando la banca giapponese Daiwa Bank si riconosceva colpevole dell’aver commesso reato sul suolo statunitense. Da allora nessuna banca aveva riconosciuto di aver commesso reati come nel caso di Ubs, altra banca svizzera, che nel febbraio 2009 pagò una multa di 780 milioni di dollari per un caso simile, ma non si dichiarò colpevole di aver aiutato i propri clienti ad evadere il fisco. 

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