Pubblicato: ven, 25 Gen , 2013

Berlusconi e il pianto elettorale

Berlusconi ieri ha dichiarato di essere vittima di mafia, ed ha accusato il governo di avergli ridotto la scorta

 

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Silvio Berlusconi insieme a Marcello Dell’Utri

Silvio Berlusconi ospite alla trasmissione di radio 2 “28 minuti” ha dichiarato “Io l’ho giurato una volta sui miei figli e nipoti, le cose che ho più care. Ho dovuto portare la mia famiglia fuori Italia perché eravamo stati minacciati, siamo andati in Spagna, ho dovuto mettere le grate alle finestre e ho fatto fare le scuole in casa. Io ho pagato il fatto di essere un imprenditore di successo, la mafia mi ha preso di mira voleva riscatti, mai pagati, per i miei figli” ed ha anche accusato il governo di Mario Monti di avergli ridotto la scorta in prossimità della campagna elettorale. In realtà non ci sarebbe nessuna diminuzione di scorta, ma in questi giorni sta avvenendo il passaggio dagli 007 dell’Aisi al Viminale della responsabilità di tutelare Silvio Berlusconi. Non sarebbe però previsto alcun taglio nel livello di protezione, che sarebbe quello massimo previsto per personalità a “rischio imminente ed elevato”. In campagna elettorale Berlusconi ci ha abituato un po’ a tutto: dal milione di posti di lavoro, alla riduzione delle tasse, ai contratti di vespiana memoria, la guerra ai comunisti, di certo però le dichiarazioni di ieri lasciano sbigottiti ed indignati. Infatti ci chiediamo come possa definirsi vittima di mafia chi ancora oggi parla di Mangano come eroe e difende personaggi discutibili come Dell’Utri e C0sentino. Replica duramente alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi Sonia Alfano (Presidente della Commissione Antimafia Europea e dell’Associazione Nazionale familiari vittime di mafia) ” Mi sento profondamente offesa dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi, che si professa vittima della mafia ben sapendo che in questo Paese le vere vittime della mafia sono quegli innocenti che hanno perso la vita in nome della legalità e della giustizia. A noi familiari non risulta che i nostri cari abbiano mai rimpinguato le casse di Cosa Nostra, né che abbiano incontrato presso i propri uffici i boss per raggiungere accordi. Le vittime di mafia, quelle vere, denunciano. Berlusconi, invece, è sempre stato compiacente con Cosa Nostra: lo dimostrano le motivazioni della sentenza di Cassazione sul ‘mediatore’ Dell’Utri”.

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