Pubblicato: mer, 27 Nov , 2013

Al via il reddito minimo garantito

Approvata al Senato la Legge di Stabilità, tra le novità la sperimentazione di una prima forma di reddito minimo garantito
Il presidente del Consiglio, Enrico Letta

Il presidente del Consiglio, Enrico Letta

Votato al Senato, in nottata, il maxiemendamento alla Legge di Stabilità con 171 voti a favore contro 135. Risultato importante perché il voto di fiducia con il quale è stato approvato il provvedimento ha visto l’ufficiale fuoriuscita dalla maggioranza della nuova-vecchia Forza Italia e quindi la prima prova per le larghe intesa nell’ultima, e più stretta, versione.

Le modifiche apportate alla Manovra, in attesa del passaggio alla Camera, sono numerose ma la più importante è sicuramente la sperimentazione del reddito minimo garantito, misura di welfare presente in tutta Europa, ad eccezione, forse non a caso, dei due malati cronici Italia e Grecia. Essendo un provvedimento sperimentale, verrà testato per il prossimo triennio solamente in alcune Comuni. I fondi di conseguenza sono esigui, solo 120 milioni, nonostante i 400 proposti in origine, finanziati in gran parte da un prelievo aggiuntivo sulle cosiddette “pensioni d’oro” ovvero quelle superiori a 90 mila euro all’anno. Il contributo, che ufficialmente si chiamerà SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva), servirà ad integrare gli attuali assegni al fine di far superare la soglia di povertà ai soggetti destinatari del progetto. La speranza è che tale provvedimento, insieme ai nuovi strumenti previsti dalla riforma Fornero e all’annunciata rivisitazione della Cig straordinaria, sia il prodromo ad una riforma totale degli ammortizzatori sociali con il superamento del vetusto e fallimentare attuale sistema duale (in verità una guerra tra poveri), che vede pochi lavoratori ipergarantiti da una parte e dall’altra una massa di precari, disoccupati e lavoratori senza alcun paracadute.

Tra le altre novità presenti nel maxi-emendamento, degne di nota sono la creazione di un Fondo per le calamità naturali finanziato con il taglio ai rimborsi elettorali e la possibilità di pagare le cartelle di Equitalia senza interessi di mora.

Tutto rinviato, invece, per quanto riguardo i contestati emendamenti su spiagge e impianti sportivi. Per le prime è stato cancellato ogni riferimento, per i secondi in Manovra si prevede la possibilità di ammodernare gli impianti già esistenti, mentre la vitale norma per la costruirne di nuovi è stata rimandata ad una separata e futura discussione.

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