Pubblicato: mer, 19 Mar , 2014

Agguato mafioso a Taranto, tra i morti anche un bambino

Venti colpi di pistola hanno freddato in automobile il pregiudicato Cosimo Orlando, la sua compagna e il figlio della donna di 3 anni. Ad assistere alla scena gli altri due figli di 6 e 8 anni.

 

Cosimo Orlando, Carla Furnari ed il piccolo Domenico

Cosimo Orlando, Carla Furnari ed il piccolo Domenico

Una notte di terrore e bestialità, un’esecuzione che non ha avuto pietà di nessuno, neanche di un bambino che aveva solo la colpa di essere seduto in braccio alla madre nel momento sbagliato. La mafia torna nella sua forma più violenta. Verso le 21:30 dell’altro ieri sera, sulla statale 106 che collega Taranto a Reggio Calabria, nei pressi dello svincolo per Palagiano, la Matiz Rossa dove viaggiavano Cosimo Orlando, 44enne pregiudicato per omicidio e spaccio di droga, la sua compagna Maria Carla Fornari ed i tre figli della donna avuti dal precedente marito, vengono raggiunti dai sicari che scaricano una ventina di colpi sui posti anteriori della vettura. Orlando e la Fornari muoiono sul colpo e con la donna anche il bambino di 3 anni che la madre teneva sulle gambe. Ad assistere scioccati, inermi e sopratutto illesi sul sedile posteriore c’erano gli altri due figli che la donna aveva avuto dal marito, Domenico Petruzzelli, morto anche lui per mano della malavita pugliese nel maggio del 2011.

Le forze dell’ordine stanno setacciando con elicotteri e posti di blocco tutta la zona per scovare i killer. Le indagini sono condotte dal pm Remo Epifani e dal pm della Dda di Lecce Alessio Coccioli, che potranno avvalersi anche della collaborazione degli agenti del Ros arrivati direttamente da Roma. «Lo Stato – ha assicurato il ministro degli Interni Angelino Alfano – darà una risposta rapida e concreta ad un fatto di inaudita ferocia».

Gli inquirenti stanno cercando di capire il movente, chi era l’obiettivo principale di questa strage. Orlando era in semilibertà provvisoria da circa un anno e stava rientrando in carcere accompagnato dalla sua famiglia. L’uomo era stato condannato per un duplice omicidio legato al traffico di droga commesso nel 1998 ma era comunque rientrato nel giro. Allo stesso mondo era legato il marito di Carmela, Domenico Petruzzelli, ucciso nel 2011 sempre a Palagiano insieme al pregiudicato Domenico Attorre. Come nella strage di ieri, i due uomini sono stati freddati in auto da una decina di colpi di pistola e poi carbonizzati insieme alla vettura nelle campagne circostanti. La moglie di Petruzzelli, che ha dato alla luce il figlio solo due mesi dopo il duplice omicidio e che ha battezzato il bambino con il nome del padre, si era costituita parte civile ed ha testimoniato nel processo terminato lo scorso ottobre con la condanna in Corte d’ Assise per Pasquale Fronza, Francesco Mancini e Pietro Cisternino.

 

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