Pubblicato: mer, 23 Apr , 2014

68 anni fa nasceva la Vespa

Il 23 aprile del ’46 fu brevettato il primo modello dello scooter Piaggio, pietra miliare e simbolo del design italiano in tutto il mondo

 

Visual-articolo-MeleQuando nell’aprile del 1946 Corradino D’Ascanio, ingegnere aeronautico, progettò il primo modello di Vespa non si sarebbe mai aspettato un successo mondiale di così grandi dimensioni.
Lo scooter messo in commercio dalla Piaggio nel secondo dopoguerra doveva essere un motociclo adatto all’uso di tutti i giorni e soprattutto alla portata di tutti, ma in breve tempo la sua popolarità è cresciuta in modo così esponenziale da trasformare un semplice mezzo di trasporto in un simbolo per l’Italia, un’icona del design italiano o più semplicemente una vera e propria opera d’arte.
La sua forma e le sue linee conosciute in tutto il mondo, le hanno permesso di essere esposta in numerosi musei di design, arte moderna,scienza & tecnica e trasporti e le hanno garantito un posto permanente nella collezione del Triennale Design Museum di Milano e del MoMA di New York.

Tornando alle origini, Corradino D’Ascanio, iniziò a sviluppare il progetto nel corso della Seconda Guerra Mondiale con il prototipo MP5 Paperino; gli stabilimenti Piaggio, in quel periodo, si spostarono da Pontedera a Biella a causa dei ripetuti bombardamenti alleati ed il continuo intensificarsi del conflitto unito ai numerosi problemi economici italiani portarono all’accantonamento del progetto. A guerra conclusa, D’Ascanio potè finalmente concentrarsi totalmente sul suo lavoro e il 23 aprile 1946 la Vespa,precisamente la V98, fu finalmente brevettata e successivamente messa in commercio al prezzo di 68.000 lire dando il via ad un successo senza precedenti. Molte storie sono state raccontate sull’origine del nome “vespa”, la più famosa è quella secondo cui Enrico Piaggio alla vista del primo esemplare esclamò: “Sembra una vespa!” , a causa del rumore del motore e della particolare forma della carrozzeria; meno accreditata e in seguito smentita da esperti del settore è quella che riconosceva nella parola VESPA l’acronimo “Veicoli Economici Società Per Azioni”. Interessante è una leggenda che si è diffusa nel corso degli anni e che vedeva il motociclo della Piaggio accostato al grande aereo quadrimotore Piaggio P.109, si è supposto infatti che le ruote della Vespa fossero i ruotini di coda del quadrimotore e che il motore fosse un motorino di avviamento dei motori radiali dell’aereo, ma queste sono e saranno destinate solo a restare semplici e curiose favole. Importante anche l’impronta che lo scooter ha lasciato nella cultura di massa con numerose apparizioni nel cinema, prima fra tutte quella in Vacanze romane (1953) per proseguire con Quadrophenia (1979), Caro diario (1993), Il talento di Mr. Ripley (1999), American Pie (1999) e The Interpreter (2005).

La fama sempre crescente ha portato alla nascita dei famosi Vespa Club che organizzano in Italia e in tutta Europa raduni, gincane e gare di regolarità; famosi sono il giro dei tre mari e le 1000 km con partenza e arrivo nella stessa città; di visibilità internazionale sono gli Eurovespa (l’ultimo svoltosi a Torino nel 2006 per il sessantesimo anniversario dello scooter) e i Vespa World Days che dal 2007 accolgono migliaia di modelli Vespa da tutto il mondo nelle più svariate città europee. Difficile aggiungere altro per un prodotto che ci ha reso orgogliosi in tutto il mondo e che riesce dopo quasi 70 anni a rinnovarsi continuamente e ad attirare sempre più acquirenti di tutte le età e di tutti i tipi, forse il modo migliore per concludere questo tributo è rifarsi allo slogan promozionale di fine anni sessanta che ha incuriosito così tante persone e che ancora oggi è motivo di discussione “chi vespa mangia le mele!”.

Fabrizio Guercio per Reporter Diffuso

 

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